Archive for novembre 2008

Venanzio Fortunato

13 novembre 2008

È una delle maggiori voci poetiche dell’antichità.
Eppure Venanzio Fortunato, poeta originario di Valdobbiadene, è probabilmente sconosciuto ai più, nonostante per secoli e secoli nelle chiese abbiano risuonato i suoi inni, tra i più celebri della cristianità, quali Crux fidelis, Vexilla regis o Ave maris stella.
Della sua terra e della sua gente dà notizia egli stesso nel IV libro della Vita di San Martino, quando indica al suo poema la strada da percorrere per raggiungere Ravenna e gli raccomanda di passare per Valdobbiadene: “Avanza attraverso Ceneda e vai a visitare i miei amici di Duplavilis: è la terra dove sono nato, la terra del mio sangue e dei miei genitori. Qui c’è l’origine della mia stirpe, ci sono mio fratello e mia sorella, tutti i miei nipoti che nel mio cuore io amo di un amore fedele. Valli a salutare, ancora ti chiedo, anche se di fretta”.

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Le parole segrete, Joanne Harris

11 novembre 2008

E’ il romanzo di un’avventura fantastica che si svolge in una remota valle nel nord dell’Irlanda.
E’ una storia che ci racconta del bisogno di sognare di una ragazzina quattordicenne, Maddy Smith, che diventa grande attraverso la sua esplorazione.
Leggendo ci si domanda fino a che punto possiamo lasciare che i sogni ci trasportino con loro. Ma anche: è dannoso reprimere tutte le cose pericolose per il bene comune? Dove vanno a finire gli antichi dei quando nessuno più li adora? E’ possibile cercare di ottenere un ordine assoluto e fino a che punto può essere utile anche il caos?


“Senza parole” di Zhang Jie

7 novembre 2008

Senza parole” perchè, a detta dell’autrice cinese, Zhang Jie, non ci sono parole per esprimere dolori troppo profondi, esperienze forti come quelle descritte nel libro. Che sono la sofferenza e i tormenti vissuti dal popolo cinese nel secolo di storia (il Novecento) portato “su carta” (passando dal Medioevo alla Fantascienza).
La sofferenza descritta non è solo quella fisica che pure c’è stata, ma soprattutto quella psicologica che è molto più profonda.
Il dolore è troppo forte per essere raccontato. Per questo Zhang Jie dice che uno scrittore deve essere come un grande mare che deve raccogliere tante esperienze e non può fare affidamento su di un solo personaggio. Solo così la sua scrittura potrà essere rappresentativa.
“Senza parole” è un affresco di storie che ci restituisce un universo femminile decisamente diverso dagli stereotipi che noi occidentali ci siamo creati.
Zhang Jie ha impiegato dodici anni a scrivere questo libro svolgendo molta attività di ricerca. I personaggi che ha inventato sono entrati prepotentemente nella sua vita giorno e notte, così ha detto in varie interviste, tanto che ha fatto un’enorme fatica a staccarsi da loro una volta terminato di scrivere.

“Senza parole”, Zhang Jie, Salani, 2008.

Quello che c’è scritto in un libro…

6 novembre 2008

Quello che c’è scritto in un libro non è paragonabile a ciò che viene scritto nei giornali o detto in televisione..
Un libro può avere un effetto di scandalo, di rivoluzione come non ha nient’altro. E’ un espressione molto più forte di qualsiasi altra espressione.
Perchè? Ma molto semplicemente perchè è un libro. E basta.