Venanzio Fortunato

È una delle maggiori voci poetiche dell’antichità.
Eppure Venanzio Fortunato, poeta originario di Valdobbiadene, è probabilmente sconosciuto ai più, nonostante per secoli e secoli nelle chiese abbiano risuonato i suoi inni, tra i più celebri della cristianità, quali Crux fidelis, Vexilla regis o Ave maris stella.
Della sua terra e della sua gente dà notizia egli stesso nel IV libro della Vita di San Martino, quando indica al suo poema la strada da percorrere per raggiungere Ravenna e gli raccomanda di passare per Valdobbiadene: “Avanza attraverso Ceneda e vai a visitare i miei amici di Duplavilis: è la terra dove sono nato, la terra del mio sangue e dei miei genitori. Qui c’è l’origine della mia stirpe, ci sono mio fratello e mia sorella, tutti i miei nipoti che nel mio cuore io amo di un amore fedele. Valli a salutare, ancora ti chiedo, anche se di fretta”.

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