Archive for gennaio 2009

John Updike – Corri, coniglio.

28 gennaio 2009

Harry Angstrom ha solo 26 anni, una moglie, un figlio piccolo e un secondo in arrivo. Commesso viaggiatore, con un passato da stella del basket dei campionati studenteschi, Harry guarda intorno e davanti a sé, gli occhi puntati al fondo del vicolo cieco in cui si è sorpreso a camminare. Sua moglie è un’inetta dalla personalità infantile che con lui condivide ormai solo l’amarezza di una quotidianità priva di scopi e di valore. Una casa angusta, sempre in disordine e quei stucchevoli programmi tv a corollario della sciocca dedizione di sua moglie ai super-alcolici.

Harry è in fondo alla sua strada.
Un muro di fronte e una vita da lasciarsi alle spalle.

Non rimane che correre, in fondo è ancora giovane e atletico come ai tempi del liceo, correre e scavalcare quel muro, incontro alla libertà, verso una nuova vita.
Conoscerà le strade che lo porteranno lontano, fin oltre i confini di un altro Stato, in un’America in cui si sente estraneo, da cui sente di essere respinto. E quelle stesse strade lo riporteranno alla sua città, nell’arco di una sola notte. La remota provincia del benessere americano anni ’50. Ma ancora fuori di casa, ancora alla ricerca di un giardino di libertà da coltivare per sé.

Conoscerà Ruth, una donna “libera”, come forse solo le prostitute potevano essere in quegli anni, in un contesto così piccolo, così provinciale, così borghese. Proverà a convincersi di amarla, vivendo con lei. Lascerà il lavoro per dedicarsi al giardino dell’anziana signora Smith, come fosse il suo giardino, metafora della sua libertà. Del suo ritrovato Eden.

Ma il paradiso agognato non è facile preda dell’uomo che cerca un altrove senza sapere come e soprattutto dove andarlo a cercare.
Harry è ancora una volta l’uomo senza qualità, il prodotto di una modernità raggiunta da chi è venuto prima, il prototipo dell’uomo occidentale del secondo Novecento, in cerca di una felicità che non è in grado di saper conquistare.

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John Updike

28 gennaio 2009

Lo scrittore americano John Updike è morto all’età di 76 anni, a Beverly Farms, in Massachusetts. Nella sua carriera, a partire dagli Anni ’50, ha pubblicato più di cinquanta titoli, fra romanzi, racconti, saggi e poesie. Per i due Rabbit Run (Corri Coniglio) e Rabbit is Rich (Coniglio è Ricco) Updike ha ricevuto il Premio Pulitzer. È stato candidato più volte al premio Nobel per la Letteratura. Il suoi ultimi due romanzi sono stati Villages (Villaggi, 2004) e Terrorist (Terrorista, 2006).

“L’attesa” di Aldo Carnevale

23 gennaio 2009

attesaAldo Carnevale è innanzi tutto un poeta. Lo si capisce per la profondità dei sentimenti nei personaggi di cui ci racconta.
Lo stato d’animo dell’attesa a volte è il presagio della nostalgia per il mai avvenuto o per qualcosa che s’è pur compiuta ma ormai lontana, come dimensione spazio-temporale, oppure relegata nel rimosso.
Più spesso abbiamo atteso ciò che non arriverà mai: gloria, avventura, virtù, conoscenza, amore? Sovente la giovinezza è rimpianta non tanto come periodo felice in se stesso, perchè non lo è mai come si crede,ma perchè si aveva tanto tempo davanti, tante speranze e progetti.
Tutta la letteratura, fin dagli inizi, ha avuto a che fare con i grandi problemi dell’esistenza: da dove viene la vita, come si sviluppa e come termina. La coscienza di questi tre momenti ci dà la ricchezza e la profondità della vita umana.
“L’attesa” è una storia che narra la vita di Steven Sharp, un orfano di Toronto che diventa una superstar nel baseball prima del diciottesimo anno di età.
Il romanzo racconta la rapida ascesa del giovane atleta e l’agonia di una stellare, ma breve carriera troncata dalla violenza. 
Sconvolto dall’assassinio dei genitori adottivi, Steven abbandona Sarah, la fidanzata e il mondo per riparare in un seminario di Boston nel tentativo di dimenticare il proprio passato.
Dalla relazione con Sarah alla morte violenta dei genitori, dalla “fuga” verso il seminario agli orrori vissuti nella guerra civile della Liberia, il racconto traccia l’esistenza travagliata di Steven, prima atleta e poi uomo di chiesa (Father George).
La storia apre con un’agghiacciante “resa dei conti” durante la celebrazione della Santa Messa, che inaspettatamente lo pone a confronto degli errori commessi in gioventù. La narrazione prosegue con le sfide e tribolazioni del sacerdote durante gli anni missionari in Liberia, e le lotte interiori che affronta al suo ritorno a Boston, prima di dedicarsi a rintracciare Sarah in un cammino di riparazione.
Convivono nella narrazione storie complementari e toccanti che si intrecciano e si fondono a completare la storia centrale di Steven, tessendo un insieme di personaggi e situazioni in un racconto decisamente poliedrico.
Ricco di situazioni drammatiche, ma anche divertenti, il romanzo presenta i molteplici aspetti del carattere umano.
 La conclusione, imprevista e scioccante, giunge in un finale incandescente.

ALDO CARNEVALE

L’ATTESA

Collana Lettere n.° 122
Prezzo Euro 15,00
ISBN 978-88-7418-502-3
PROSPETTIVA EDITRICE