Il nemico

(di Marco Crestani)

È un libro in cui si racconta da una parte il rapporto con il padre, la vita e soprattutto la morte di un padre operaio, dall’altra invece della vita di coppia narrata fino a una fine inesorabile.
Un romanzo estremamente duro, una denuncia della condizione operaia, il cui asse portante è di carattere teologico, una riflessione sul posto di Dio nel mondo. Un Dio però impotente di fronte alla sua creazione.
“Viviamo in un’ epoca di Dio e di dolore, il mondo oggi sembra essere stirato con forza sotto l’azione del dolore”, scriveva Kazoh Kitamori, eminente teologo luterano giapponese.
Il Dio di questo libro non salva, è un Dio che dovremmo amare, ma che ci ha stancati, delusi, reso infelici.
“Quando vuole mostrare il suo dolore Dio lo fa mediante il dolore degli uomini di questo mondo”, scrive nel 1946 ancora Kitamori, sotto l’impulso del bombardamento delle città di Hiroshima e Nagasaki.
Questo testo d’esordio di Emanuele Tonon dovrebbe essere la prima parte di un romanzo che lo stesso Tonon definisce “trinitario”. “Il nemico” è la prima parte ed è costituito di due racconti lunghi o romanzi brevi che dir si voglia. In questa prima parte lo scrittore ha cercato di ritrarre con la scrittura le prime due persone della Trinità cattolica, il Padre e il Figlio.
La prossima parte sarà dedicata allo Spirito Santo, il divin Consolatore.
Tonon si considera uno scrittore cattolico, di un cattolicesimo però di confine, molto vicino a quella che può essere definita eresia. Eresia che nell’intervista per il magazine delle edizioni ISBN, Culturapop, definisce “feto nato morto da troppo amore” e ancora: “è eretico, sì, questo romanzo, ma lo è per troppo amore, non per troppo poco”.
Queste storie raccontano la difficoltà dell’essere padri e forse ancora di più della difficoltà di essere figli. In fondo il padre è dotato di una capacità di accoglienza istintiva, sottintesa nel suo ruolo, mentre i figli sono definiti “facitori di male”.
Viviamo in un’ epoca di Dio e di dolore, sembra dirci Tonon, il mondo oggi sembra essere stirato con forza sotto l’azione del dolore.
Un altro grande teologo luterano, Dietrich Bonhoeffer, mentre si trovava imprigionato in carcere, a causa della sua opposizione al regime nazista, rifletteva con le seguenti parole:
“Dio si lascia cacciare fuori dal mondo sulla croce[..] E’ assolutamente evidente, in Mt. 8:17, che Cristo non aiuta in forza della sua onnipotenza, ma in forza della sua debolezza, della sua sofferenza! [..] Qui sta la differenza decisiva rispetto a qualsiasi religione. La religiosità umana rinvia l’uomo nella sua tribolazione alla potenza di Dio nel mondo, Dio è il deus ex machina. La Bibbia rinvia l’uomo all’impotenza e alla sofferenza di Dio, solo il Dio sofferente può aiutare.”
Per sintetizzare il messaggio di Emanuele Tonon possiamo citare Sergio Quinzio quando scrive: “non voglio dire più di questo. Il lettore ha perfettamente diritto di leggere a suo modo le pagine che ho scritto, e che riscriverei identiche. Lo prego però di ricordare che, scrivendole, non ho inteso esaltare i buoni sentimenti o compere opera edificante, ma, all’opposto o quasi all’opposto, testimoniare e gridare a dio l’orrore di un mondo, proclamato redento, in cui ciò che è buono e pieno di tenerezza non può che essere crocifisso e calpestato.”

Emanuele Tonon Il nemico. Romanzo eretico, Isbn Edizioni.

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