L’occhio di Rhodes

“I vecchi si ricordano di Della e Wilson Montgomery come se fosse stato appena domenica scorsa che, dopo la frugale cena parrocchiale, erano saliti sulla loro Chevrolet grigia e innestata la retromarcia, erano partiti in direzione della loro casa di campagna, con Della che agitava la mano dal finestrino e Wilson curvo sul volante, che teneva con entrambe le mani. Riescono come se fosse ieri a ricordare di essere passati in macchina dalla casa di arenaria dei Montgomery e di averli visti seduti sull’altalena sotto la veranda, Wilson che la dondolava lentamente e coscienziosamente avanti e indietro, Della sorridente, i piccoli piedi che sfioravano appena il suolo quando l’altalena tornava indietro, simili a due diligenti, tranquilli bambini. Le mani di Della erano così piccole che si sarebbero potute infilare in vasetti di conserva per le trote. Per diversi anni era stata la loro unica maestra e, fatta eccezione per i più giovani, tutti erano stati suoi alunni, e avevano desiderato ardentemente di essere bravi in grammatica e in matematica per farla contenta. Immancabilmente, gli strilli dei bambini si calmavano in mormorii quando lei li prendeva in braccio. Tra le donne si pensava che non ci fosse bisogno di cercare aiuto o conforto in caso di necessità, perché Della l’avrebbe fiutato nell’aria e sarebbe arrivata. I vecchi adesso non parlano di lei, se non fosse per un’ombra che cala sui loro volti, e sembra che stiano parlando di una parte di loro stessi – non perché Della appartenesse al passato, ma perché, quando lei e Wilson se ne andarono, non sembrò possibile che ogni cosa da allora in poi dovesse andare avanti senza di loro.”


David Rhodes, brano tratto da Rock Island Line, 1975.

L’occhio di Rhodes, come quello di ogni eccellente romanziere, è preciso sia nei dettagli letterali che nelle corrispondenze metaforiche.
Il potere visivo della metafora è a portata di mano tanto del romanziere quanto del poeta. Spesso un gesto importante o un insieme di gesti non può essere afferrato con pari efficacia da nessun altro mezzo. Rhodes si affida alla metafora come ai dettagli significativi.

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Autore: Marco Crestani

La scrittura, quella sì...

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