L’Estonia di Jaan Kross

Jaan Kross, scrittore dell’Estonia ormai ampiamente conosciuto oltre i confini del suo Paese, ha conosciuto le brutture del Gulag, dove è stato recluso per otto anni, e racconta, nel romanzo “Il pazzo dello Zar”, una storia di vinti intrepidi. Il protagonista, il colonnello Timoteus von Bock, è esistito veramente; anche in altri romanzi (come ne “La Partenza del professor Martens”) Kross “rielabora e trasfigura, con puntigliosa e documentata aderenza alla verità storica, vicende e figure reali, consapevole che la vita, come diceva Svevo, è originale, più fantasiosa dell’invenzione romanzesca, e che l’ironia della Storia crea situazioni più paradossali di quelle immaginarie.” (Claudio Magris)
Timoteus von Bock è un aristocratico che viene imprigionato per anni e poi dichiarato pazzo e esiliato nei suoi possedimenti in Livonia (la regione storica divisa fra Estonia e Lettonia) perché nel 1818 ha osato denunciare in un memoriale allo zar Alessandro, al quale era legato da devota amicizia, le ingiustizie politiche e sociali del sistema zarista e proporgli un progetto di costituzione garante dei diritti di ogni cittadino e tutelatrice delle classi oppresse, come quella dei contadini. Von Bock fa parte di quell’élite militare illuminata da cui nascerà la rivoluzione dei decabristi nel 1825; liberale e riformatore, egli non vuole minacciare l’impero dello zar, bensì rinnovarlo e trasformarlo in una vera patria per tutti i suoi sudditi. Il potere reagisce con violenza, condannandolo al carcere, dichiarandolo pazzo e sottoponendolo ad una crudele e opprimente sorveglianza che diventa un simbolo di tutte le ragnatele che così di frequente compromettono e soffocano la vita.

Divenuta Stato indipendente, come le altre due repubbliche baltiche, l’Estonia e’ stata annessa all’Unione Sovietica nel 1940 ed e’ ridiventata indipendente nel 1991, dopo aver conosciuto l’occupazione nazista e le deportazioni in massa appunto nei Gulag staliniani.

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Autore: Marco Crestani

La scrittura, quella sì...

2 pensieri riguardo “L’Estonia di Jaan Kross”

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