Catalizzare emozioni

William Trevor nasce in Irlanda e trascorre nella contea di Cork la propria infanzia. Studia Storia al prestigioso Trinity College di Dublino e successivamente pubblica il primo romanzo nel 1958. Nel corso di mezzo secolo brilla come narratore continuo e scrupoloso, scrivendo in media un romanzo all’anno. Prolifico, eclettico, ama ritrarre la sua Irlanda con toni equilibrati. Scrive anche racconti, si fa conoscere all’estero e riceve diversi premi e riconoscimenti. Il suo editore in Italia è Guanda.
Accostato dalla critica a Cechov, Trevor è un abile narratore di storie ordinarie, ambientate sia nel presente che nel passato. Il grande successo arriva con Il viaggio di Felicia, pubblicato nel 1994 e trasposto al cinema dal regista canadese Atom Egoyan. E’ una storia di ordinarie incertezze, dove una timida ragazza fuggita di casa trova rifugio tra le braccia di un orco, vittima/carnefice, che nella versione su grande schermo è splendidamente interpretato da Bob Hoskins. L’elemento di disturbo, che confonde nella scrittura sempre lineare, è un afflato morboso che alla lunga distanza inquieta, entrando sottopelle. La grande capacità di Trevor è catalizzare emozioni, che cattura su carta e rende vive con poche, ma taglienti perifrasi.
Morte d’estate, incentrato su un mite professore che chiede l’aiuto di una governante per tirare avanti, vive delle stesse incertezze emotive dei precedenti lavori dell’autore, sempre bravo a evidenziare l’influenza del fato e della casualità degli eventi nella vita di tutti i giorni. I protagonisti di Trevor sono, come ben sintetizzato dal titolo di uno dei suoi romanzi più riusciti, «Marionette del destino». Il loro ruolo è subire inesorabilmente i fatti della vita.
Nel loro universo i caratteri disegnati con abilità sopraffina da Trevor sono esemplari da studiare, da analizzare con occhio partecipe senza scadere nelle etichette di maniera. Tanto gli innamorati di Marionette del destino, giovani e ribelli in tempo di guerra civile, quanto la protagonista di Il viaggio di Felicia hanno psicologie complesse, sfaccettate, descritte nei minimi dettagli soprattutto in considerazione della loro inte(g)razione con l’ambiente e di un’infelicità latente sempre pronta a emergere.
Nel panorama irlandese la voce di William Trevor è unica e da valutare per la sua preziosa concretezza.

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