La ragazza di via Maqueda

Sono ventiquattro i racconti che Dacia Maraini ha raccolto nel suo “La ragazza di via Maqueda”, che vanno da Sogno romano, di due pagine, in cui si rivela il fantasma di Pasolini, al più lungo di tutti, Due o tre cose che so di lei. Un libro diviso in tre sezioni, che poi coincidono con le tre stagioni della vita di Dacia: la Sicilia (la più lunga), Roma e l’Abruzzo.
Si legge nell’introduzione, intitolata Geografia della narrazione: «Vorrebbero essere racconti della curiosità verso il mondo e della gioia di narrare. E della gioia di leggere, naturalmente, e due cose vanno insieme a passo di danza». Ma sono anche, soprattutto nella prima sezione, racconti d’una memoria ostinatamente rivolta a mantenere in vita, attraverso la scrittura, ciò che uno sviluppo senza progresso – per ricordare ancora Pasolini e una delle sue ossessioni – ha cancellato per sempre, come l’incantato giardino dell’«albergo delle Palme» che Maupassant ricorda nel suo viaggio del 1885, protagonista di uno di questi racconti.

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Autore: Marco Crestani

La scrittura, quella sì...

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