Scrittura rumorosa

“E’ responsabilità di chi è poeta”, scrive Grace Paley, “ascoltare chiacchiere e farle circolare nel modo in cui i cantastorie decantano la storia della vita”. Ma scrive anche che “è responsabilità di chi è poeta mantenere l’occhio su questo mondo e gridare come Cassandra, ma finalmente essere ascoltata.”
Non è però facile né ascoltare né essere ascoltati nel mondo di Grace Paley, perché i luoghi narrati nei suoi racconti sono “pieni di rumore” e qualche volta di un “baccano assordante”.
Perché “ogni giorno ha il suo rumore” che può essere causato da motivi differenti (dal litigio o dalla felicità) e può svilupparsi in luoghi diversi, dentro casa e fuori nel quartiere, essere di breve o di lunga durata, in ogni caso sempre presente. “Le stridule voci” diventano “sempre più acute”, perché “ognuno ha qualcosa da dire al suo vicino”.
Esperte urlatrici sono soprattutto le madri, le cui voci “toccano quasi la barriera del suono”.

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