Dipingere un’epoca

Nel 1976, in una la recensione del New York Times, Ann Beattie, al suo primo romanzo, è definita “una scrittrice per ogni tipo di pubblico” in grado di sommare semplicità a grande qualità di scrittura.
Gelide scene d’inverno racconta la storia del giovane Charles, ossessivamente innamorato di Laura – la donna con cui ha avuto una storia, ma che ha scelto di tornare dal marito – e circondato da una famiglia disfunzionale (la madre squilibrata, il patrigno pieno di buone intenzioni, ma irrecuperabilmente mediocre): è il ritratto di un’America disillusa, che ha visto dissolversi l’ebbrezza visionaria degli anni Sessanta e deve fare i conti con la propria tormentata normalità.
Una scrittura, quella di Ann Beattie, capace di dipingere un’epoca e una situazione sociale che a distanza di trent’anni mantengono intatto il proprio magnetismo. L’inverno americano descritto è quindi, soprattutto, un luogo dell’anima.

“I capelli di Laura sono sempre elettrici. Lei cosparge la spazzola di lacca spray, sperando di risolvere così il problema. Il suo Beatle preferito è George Harrison. Non ha mai dovuto portare l’apparecchio per i denti. Le piacciono i saponi costosi, dal profumo delicato. Ha i capelli lunghi e mossi. Quando si è comprata la prima macchina era esaltatissima, anche se era una macchina vecchia. All’università prendeva voti discreti. La prima volta che ha bevuto è stata a diciott’anni, un rum collins. Adesso beve scotch. Le fanno pena le giraffe. Non le importa cosa ci mettono sulla pizza, purché non siano alici. Però le piace la Caesar Salad, ed è rimasta sorpresa quando ha scoperto che dentro c’erano anche le alici tritate. Le piace Jules e Jim. Ha pensato di fare la regista. Una volta ha visto Otto Preminger per strada. Certo che è sicura che era lui. Cuoceva striscioline di carne, mandorle e verdure nel wok, coltivava violette che avevano gli stessi colori dei suoi saponi a tinte pastello, si faceva la doccia con l’acqua troppo calda per lui. Una volta gli ha chiesto perché si festeggiava il Primo Maggio. Non si ricorda bene i nomi e le date e non si sente troppo in colpa per questo. Ha i piedi lunghi. I piedi lunghi e magri. I macellai sono gentili con lei, i benzinai le puliscono il parabrezza.”

Brano tratto da Ann Beattie, Gelide scene d’inverno, traduzione di Martina Testa, Minimum fax 2009.

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