Scavare il tema

«[…] argomento della mia narrativa è l’azione della grazia in un territorio tenuto in gran parte dal diavolo» scriveva Flannery O’Connor. A lei importava poco la motivazione dello scrittore, l’interesse del lettore, la natura espressiva della scrittura. Dirà: «Un racconto dove mi rivelo completamente sarà un pessimo racconto».
Alla O’Connor interessavano le storie, per questo andava direttamente all’essenza rappresentata dal testo, che e’ l’unica cosa concreta.
«Chiamerò storia un testo narrativo di qualsiasi lunghezza, si tratti di un romanzo o di un’opera più breve, anzi la chiamerò storia ogniqualvolta personaggio e avvenimenti particolari si influenzino a vicenda formando una narrazione con un suo significato».
Nelle sue lettere scriveva di avere «un insegnante di scrit­tura molto bravo, Andrew Lytle, che diceva sempre: ‘Scava il tema’. Col­pisci il lettore ma non fargli mai ca­pire cosa lo ha colpito; se lui capisce cosa l’ha colpito, non riuscirai più a colpirlo di nuovo».

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Autore: Marco Crestani

La scrittura, quella sì...

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