La scrittura non è decoro

Giacomo Leopardi respinge la bellezza della scrittura come pura decorazione o come l’esercizio di un privilegio sociale, ma, allo stesso tempo, è lontano dal limitare la letteratura a un ruolo di servizio nei confronti di un progetto civile predeterminato.
Scrivere significa, per Leopardi, esercitare (ed esprimere realmente) il soggetto individuale e il suo mondo empirico nella forma più profonda. Perciò è essenziale che la scrittura sia civile: per avere funzione critica e quindi far conoscere le illusioni su cui è spesso costruita la civiltà. Leopardi si avvicina, qui, all’Illuminismo da cui prende la fiducia nella ragione quale strumento critico-negativo e non tanto come strumento di costruzione (progresso scientifico).
L’intellettuale, dunque, non deve essere legato a nessun gruppo sociale definito e fonda la sua arte solamente sul rapporto tra coscienza individuale e mondo.

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Autore: Marco Crestani

La scrittura, quella sì...

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