Per Tess (di Raymond Carver)

Giù nello Stretto le onde schiumano,
come dicono qui. Il mare è mosso e meno male
che non sono uscito. Sono contento d’aver pescato
tutto il giorno a Morse Creek, trascinando avanti
e indietro un Daredvil rosso. Non ho preso niente.
Neanche un morso. Ma mi sta bene così. È stato bello!
Avevo con me il temperino di tuo padre e sono stato seguito
per un po’ da una cagnetta che i padroni chiamavano Dixie.
A volte mi sentivo così felice che dovevo smettere
di pescare. A un certo punto mi sono sdraiato sulla sponda
e ho chiuso gli occhi per ascoltare il rumore che faceva l’acqua
e il vento fischiava sulla cima degli alberi, lo stesso vento
che soffia giù nello Stretto, eppure è diverso.
Per un po’ mi son concesso il lusso di immaginare che ero morto
e mi stava bene anche quello, almeno per un paio
di minuti, finché non me ne sono reso conto: Morto.
Mentre me ne stavo lì sdraiato a occhi chiusi,
dopo essermi immaginato come sarebbe stato
se non avessi davvero potuto più rialzarmi, ho pensato a te.
Ho aperto gli occhi e mi sono alzato subito
e son ritornato a essere contento.
È che te ne sono grato, capisci. E te lo volevo dire.

Per Tess racconta una piccola storia e, allo stesso tempo, cattura un momento. Ricordatevi che una poesia non è soltanto un atto di espressione personale. Una poesia o un racconto (…) è un atto di comunicazione tra lo scrittore e il lettore. (…) C’ è sempre l’esigenza di tradurre i propri pensieri e le proprie preoccupazioni più profonde in un linguaggio che li fonda in una forma – narrativa o poetica – nella speranza che il lettore li possa capire e possa provare quelle stesse sensazioni e interessi. Le sensazioni e le intuizioni del lettore accompagnano e integrano sempre un brano letterario. È una cosa inevitabile e anche auspicabile. (…) Credo di essere nel giusto quando penso che quella di essere capito sia una premessa fondamentale da cui qualsiasi buon scrittore deve prendere le mosse o, piuttosto, una meta da prefiggersi.

Anche se, a rigor di termini, Per Tess non è una poesia autobiografica (…), tutte le cose che accadono nella poesia mi erano effettivamente successe a un certo punto della vita, me le ricordavo e le inserii in dettaglio in poesia. Però – e questo è importante – l’emozione che è nella poesia, il sentimento (da non confondere con il sentimentalismo) è autentico in ogni verso ed è reso con un linguaggio chiaro e preciso. Inoltre i particolari della poesia risaltano in maniera vivida e esatta. E anche per quanto riguarda il suo aspetto narrativo, credo che la poesia risulti autentica e convincente (Non sopporto le poesie che per andare avanti fanno ricorso alla retorica o a un linguaggio pseudopoetico, disimpegnato e astratto. Tendo sempre a tenermi a distanza di sicurezza dall’astrazione e dalla retorica, sia in letteratura che nella vita). Raymond Carver

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