Il viaggio di G. Mastorna

Si può finalmente leggere come un romanzo Il viaggio di G. Mastorna di Federico Fellini (editore Quodlibet), testo-sceneggiatura di un film che non si è mai potuto fare. “Il tema è vecchio come il mondo – diceva Fellini – a dirla in due parole, è la storia di uno che è morto e non lo sa. Un viaggio immaginario, ma in una dimensione sensorialmente realissima, ed esteriormente normale, a parte qualche piccolo dettaglio sospetto. È la storia del viaggio, via via sempre più strano, sempre più inquietante, di un orchestrale emiliano-romagnolo: il violoncellista Giuseppe Mastorna, che da Amburgo, con un grosso aereo di linea, deve raggiungere l’Italia, atteso com’è a Firenze per un concerto”.
In un momento dl lucidità, Mastorna dice: «E’ questo il regno di Dio? Non è possibile! (…) non è possibile che la morte sia questa!».
«Mastorna, come il relitto di una nave af­fondata, è andato a nutrire tutti i miei film successivi» ha dichiarato Fellini. Quel clima da oltretomba che vari spettatori hanno visto in Satyricon, Tobby Dammit, Block no­tes di un regista e, anche, nella sequenza not­turna di Amarcord, derivano da Mastorna.

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