Archive for ottobre 2010

Aldous Huxley e la California

30 ottobre 2010

Tra i romanzieri del Novecento, Aldous Huxley (Godalming, 26 luglio 1894 – Los Angeles, 22 novembre 1963) è sicuramente tra i più arguti e irriverenti.
Fin dai primi anni Venti, il suo nome è stato sinonimo di un particolare tipo di satira sociale che prendeva di mira un intero periodo e un determinato stile di vita.
Oltre ai suoi dieci romanzi, Huxley scrive (nel corso di una carriera estremamente prolifica) di poesia e teatro, saggi, di viaggi e di storia.
Discendente di una delle famiglie vittoriane più eminenti, Huxley eredita la passione per la scienza e per le lettere da suo nonno TH Huxley e dal suo prozio Matthew Arnold.
Negli anni Trenta scrive il suo romanzo più influente, “Il mondo nuovo“, che unisce satira e fantascienza, uno scritto che influenzerà profondamente scrittori come George Orwell.
Dal 1937, quando si stabilisce nel sud della California, scrive meno romanzi e rivolge la sua attenzione alla filosofia, alla storia e al misticismo. Anche se veniva soprattutto ricordato per la satira risulta però essere nei suoi scritti ancora produttivo e provocatorio.
E’ affascinato da Los Angeles e ama la solitudine delle colline di Hollywood e le montagne che rotolano giù verso l’oceano.
L’architettura della città lo diverte. Non si stanca mai di raccontare a sua moglie Maria di qualche stranezza che incontra passeggiando: un negozio di caffè o un drive-in a forma di ciambella o di un hamburger.
Qui alla luce del deserto, dice a Maria, ho trovato “l’espressione della gioia divina” e “l’amore che è al cuore delle cose”.

Come un’aragosta a piede libero

29 ottobre 2010

Rinomato come uno degli scrittori più intelligenti, David Foster Wallace si rivela in “Considera l’aragosta” come anche uno dei più divertenti.
Sono pagine in cui va davvero lontano nella sua ricerca per l’originale. E’ proprio come una aragosta a piede libero. I temi che tocca sembrano addirittura troppo numerosi, sembrano dei riff di un grande chitarrista, delle digressioni spesso scoraggianti, ma che vale la pena leggere.
Può scrivere (sempre un po’ di traverso) di Dostoevskij e spiegare perché il maestro russo è importante nella cultura americana di oggi, ma anche dell’industria del porno, di autobiografie sportive e delle stravaganze nell’uso della lingua inglese. In modo luminoso, provocatorio, ma spesso anche frustrante.
Esplorando in modo brillante la soggettività del dolore e della sofferenza.

Un Candide del ventunesimo secolo?

28 ottobre 2010

Non Sono Sidney Poitier” di Percival Everett è un romanzo che gioca con l’identità in modo ingegnoso e vagamente esasperante e sembra un Candide del ventunesimo secolo. Assolutamente da leggere! Un romanzo comico irresistibile e irriverente perché scritto con una scrittura satirica nella sua forma migliore.
E’ la storia molto divertente di un uomo dal nome assurdo di Non Sidney Poitier e delle sue avventure di uomo (estremamente ricco e con un numero impressionante di azioni della Turner Broadcasting Corporation) dalla pelle scura in America.
Avventure che molto spesso somigliano alle trame dei film con protagonista proprio Sidney Poitier, quello originale.
Esilarante nel vero senso della parola…

Guardare da vicino il mondo

22 ottobre 2010

In un’intervista chiedono a Paul Auster quali scrittori lui consiglia di leggere.
Qui entriamo in un territorio torbido, dice, perché è chiaro: è una questione di gusti.
“Credo che la cosa importante per un giovane scrittore sia leggere quelli buoni. E suppongo che questi siano quelli che hanno resistito alla prova del tempo, i grandi.
Hawthorne, Melville, Dostoevskij, Tolstoj, Kafka, Dickens: è lì che si ottiene il massimo, credo.”
Qual è la trappola più comune per uno scrittore agli inizi?
“Immagino una sorta di egoismo, di presunzione, di incapacità di guardare fuori se stessi. Per questo penso che sia importante guardare molto da vicino il mondo, tutto ciò che accade intorno a te e a volte per i giovani è difficile farlo.”

Due fari di speranza

18 ottobre 2010

L’11 Ottobre 2010, nella sua casa di Washington, è venuta a mancare Carla Cohen. Molti in Italia si chiederanno chi sia.
Per 26 anni lei e Barbara Meade hanno gestito un piccolo grande negozio indipendente (Politics and Prose), la migliore libreria di Washington e una delle librerie più famose e di successo dell’intera nazione.
Lo hanno fatto in modo instancabile e intrepido aprendo anche una caffetteria quando non era una cosa ovvia da fare in un negozio di libri (oggi il caffè c’è ancora ed è un successo). Guadagnando il massimo rispetto degli editori perché tutti si fidavano della grande competenza di Carla e Barbara che hanno sempre considerato i libri come qualcosa di diverso dalla merce comune.
Chi acquisterà il negozio che Barbara e Carla hanno messo in vendita quest’estate acquisterà un pezzo di storia di Washington, ma non solo.
Non c’è dubbio che Barbara sceglierà il migliore successore possibile, ma né lei né Carla potranno essere sostituite.

La scrittura di Marilyn

15 ottobre 2010

Quando Marilyn Monroe morì lasciò i suoi beni personali al suo insegnante di recitazione, Lee Strasberg. Dopo la morte di Strasberg, la collezione passò a sua moglie che alcuni anni più tardi scoprì, tra i vestiti, una miscellanea di scritti personali.
Tutti questi scritti (assieme anche a diverse foto inedite) sono stati pubblicati recentemente col titolo di “Fragments“, indubbiamente un evento indimenticabile che ridefinirà una delle più grandi star del ventesimo secolo (rivelando definitivamente la sua umanità?).
Sono scritti intimi, non filtrati, e spesso inquietanti.
Sono editi nella collana Varia di Feltrinelli e tradotti da Grazia Gatti, con il contributo di Antonio Tabucchi.
Marilyn emerge anche in queste pagine con una scrittura sorprendentemente forte in grado di trasmettere il suo dolore in modo molto chiaro e forte in una spietata analisi della propria vita.

Avversario di dittature

9 ottobre 2010

In America Latina Mario Vargas Llosa è visto come un intellettuale che inizialmente aveva appoggiato i movimenti politici di sinistra, ma che poi ha “virato” clamorosamente verso destra (proprio come l’ultimo vincitore del Premio Nobel della letteratura latino-americana, il messicano Octavio Paz).
Il Premio Nobel per la letteratura è sempre osservato anche attraverso la lente della politica, in particolare in America Latina dove gli scrittori spesso giocano un ruolo di primo piano come intellettuali pubblici.
Quando la notizia della vittoria di Vargas Llosa si è diffusa sono stati molti gli intellettuali in America Latina che hanno ritenuto meritato il premio, ma ci sono anche diverse le critiche al personaggio pubblico, politico.
Liberale quasi ortodosso, Vargas Llosa sostiene il matrimonio omosessuale e la depenalizzazione del consumo di droga. Tuttavia critica in modo aspro i leader di sinistra come il presidente Hugo Chavez in Venezuela e l’ex presidente Fidel Castro.
Vargas Llosa si considera, soprattutto, un avversario delle dittature, sia a sinistra che a destra.
Nel corso di un’intervista per la CNN, dopo aver ricevuto il Nobel, Vargas Llosa ha fatto riferimento a precedenti regimi autoritari in Perù e anche al regime di Franco in Spagna definendoli obiettivi della sua passione politica.
“Posso in un certo senso dire di essere un esperto di dittature”, ha detto. “Forse è per questo che le dittature c’entrano così tanto nei miei romanzi, e forse è per questo che sono critico di ogni dittatura, senza eccezione”.
In un’altra intervista alla CNN gli è stato chiesto cosa avrebbe detto se avesse avuto la possibilità di incontrare Chavez e Castro in persona. La sua risposta è stata: “Che vadano via, che dovrebbero lasciare il governo, che sono un ostacolo al progresso dei loro paesi.”