Intorno alle mura di Troia

Prima dell’alba Achille indossò le sue armi divine e condusse le sue truppe contro i troiani. Ma sotto le mura di Troia scorge Ettore, il comandante dei troiani, e, spinto dall’ira, lo sfida a duello. Per primo Achille scaglia la lancia contro Ettore, ma la lancia vola in aria sopra la sua testa e si pianta in terra. Ettore a sua volta scaglia la sua lancia contro Achille, la lancia trafigge lo scudo, ma non ferisce Achille. Allora il troiano afferra la spada e si avvicina al nemico, ma Achille scaglia la lancia con grande forza e trafigge il collo di Ettore: questi cade a terra ed esala l’anima. Allora il feroce Achille lega il corpo di Ettore al carro e lo trascina intorno alle mura della città.. Il padre e la madre di Ettore vedono dalle mura l’orrendo spettacolo e inutilmente implorano la misericordia di Achille. Ma di notte Priamo, condotto da Mercurio, viene nel tabernacolo di Achille, si getta ai suoi piedi e così lo prega: Achille, ridammi il mio corpo, io pregherò gli dei per te e chiederò per te un favorevole ritorno in patria. Allora Achille, commosso dalle parole del vecchio re, solleva da terra Priamo e ridiede il corpo di Ettore al misero padre.

(dall’Iliade di Omero)

Achille trascina il cadavere di Ettore intorno alle mura di Troia. E’ un episodio primitivo, per certi versi istintuale, ma dalla forte carica simbolica. Un episodio che prelude sia alla morte di Achille, sia alla fatale caduta di Troia…
La foto del viso senza vita di Bin Laden ostentate ed esposte sul web stamattina mi ha fatto pensare, ora come ora non so perché, a questo canto dell’Iliade.
Senza alcun dubbio, la tragedia greca è il luogo deputato in cui la vendetta compare con maggiore evidenza, ma è chiaro come ancora oggi l’esibizione della morte e l’ostensione del corpo del cadavere del nemico abbattuto siano gesti con una funzione che può essere definita sia sociale che psicologica. Oggi c’è il web e allora le mura di Troia, ma cambia poco… Sono prove di una vendetta compiuta, esatta, definitiva. Allo stesso modo di una tragedia greca, quando un personaggio dice di aver esercitato la vendetta per consolare il defunto e “dargli gioia in cuore”. Per alleviare il dolore, perché è importante credere o immaginare che l’equilibrio sociale sia stato finalmente ristabilito…
Vedendo certe immagini di oggi penso che siamo ancora figli di Achille e del teatro di Dioniso, della commedia di Aristofane e di tanti miti greci.
Mi domando anche se possono una giustizia primitiva e una vendetta essere giuste. Se siano davvero in grado di impartire una lezione cosiddetta esemplare.

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Autore: Marco Crestani

La scrittura, quella sì...

2 pensieri riguardo “Intorno alle mura di Troia”

  1. A me invece vengono in mente le foto d’epoca delle teste mozzate dei cosiddetti briganti, o dei cadaveri denudati e vilipesi ante e post-mortem delle donne brigantesse, come Michelina De Cesare… il concetto di fondo, in fondo, era lo stesso… ma alla storia, sono stati consegnati come incivili ben altri personaggi… 🙂 fortune e virtù dei vincitori…

    1. Ora sta a noi ricordare dopo anni certe figure dimenticate dalla Storia. Quelli che passano ora nei media sono messaggi di guerra… L’ostentazione del cadavere ha in questi casi anche un carattere dimostrativo: è una “cosa” da “far vedere” che evoca altre immagini della violenza, immagini in cui l’Occidente può riconoscersi…

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