Invenire, trovare, scoprire

In uno dei venticinque incontri (Dentro la sera – Conversazioni sullo scrivere) in diretta che Giuseppe Pontiggia tenne per Radio Rai nel 1994, si parla dei vari pregiudizi “pericolosi” per la scrittura, sul fatto che scrivere sia spesso inteso come trascrivere.
Per Pontiggia scrivere è principalmente inventare nel senso etimologico di invenire che in latino vuol dire trovare.
Trovare, ovvero “scoprire quello che non si sapeva di conoscere, trovare quello che non si sapeva esistesse”.
Il compito che deve porsi uno scrittore o un narratore, dice Pontiggia, è “elaborare un testo che alla fine sappia più di lui, che rappresenti una fonte di sorpresa, di curiosità, che non lo deluda alla rilettura, ma che anzi riveli significati nascosti che non poteva prevedere…”

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Una Risposta to “Invenire, trovare, scoprire”

  1. Io, seminomade nell’impressioni « Sensi, forme e colori: dalle parole alla grafica Says:

    […] abbandonata per tutto il giorno – leggendo il breve post su Libereditor’s Blog dal titolo Invenire, trovare, scoprire, facendomi “rileggere” questa mia molto acerba… tuttavia mia, fin nel […]

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