Il senso delle parole

“Oggi c’è troppo rumore, stiamo perdendo il senso delle parole, la loro forza terapeutica. Eppure l’uomo ha bisogno delle parole, per questo le manda a memoria. Primo Levi si salvò da Auschwitz recitando la Commedia. Serbare il verbo nel petto gli impedì di diventare un numero; il segreto della parola fece la differenza tra i vivi e i morti. In Russia, la mia Russia, la gente va a recitare sulle tombe dei poeti. L’ho visto sulla lapide di Sergej Esenin. Una babuska mi diede un mazzetto di violette e mi avvicinai. C’era uno che declamava la Lettera alla madre e i passanti si fermavano, piangevano. Chiesi se qualcuno sapeva il pezzo su Tanja e l’inverno dall’Evgenij Onegiu, e accadde una cosa stupenda. Uno me lo cantò, con voce favolosa da baritono”.

Mario Rigoni Stern, dall’intervista con Paolo Rumiz, La Repubblica, settembre 2006.

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