Proprietà di una signora

James Bond è convocato per un incarico, in apparenza di banale routine. Nell’ufficio di M c’è un tipo raffinato sulla cinquantina che indossa un elegante abito in stile neo-edoardiano: giacca blu a doppiopetto, polsini rivoltati, cravatta di seta con una spilla perlata, gemelli che sembrano antiche monete, colletto inamidato di un bianco luminoso. M lo presenta a Bond come il dottor Fanshawe, autorità indiscussa nel campo dei gioielli antichi.
Fanshawe racconta del modo misterioso e a dir poco sospetto con cui è arrivato a Londra l’esemplare più straordinario della produzione Fabergé, la celeberrima Sfera di Smeraldo, un piccolo tesoro di arte orafa che si conosceva solo per certi i disegni dell’autore.
Da Sotheby’s annunciano a giorni un’asta di gioielli con tante opere in catalogo, tra cui proprio la Sfera di Cristallo, che sulla carta viene semplicemente descritta e presentata come “proprietà di una signora”. Sembra un gioiello impossibile da piazzare visto il prezzo esorbitante a cui verrà battuto.
Bond capisce subito che questa storia fa acqua da tutte le parti e che dietro a questo arcano c’è una regia occulta, il KGB o qualche altro strano personaggio. Forse solo l’asta di Sotheby’s e James Bond potranno rivelarci questa oscura e indecifrabile identità.

Proprietà di una signora è un piccolo classico della letteratura di spionaggio, evocativo e pieno di atmosfera, che indubbiamente resiste alla prova del tempo. Scritto da Ian Fleming per la rivista della case d’aste Sotheby’s, è stato poi pubblicato su Playboy nel gennaio del 1964.
E’ un piacere riscoprire, grazie a Mursia, la scrittura e lo straordinario gusto per i dettagli di Ian Fleming, uno scrittore dotato di notevole spirito di osservazione per cui la descrizione non è solamente un elemento ornamentale della narrazione, ma una parte importante, sotto certi aspetti fondamentale. Per questo leggere Proprietà di una signora con la giusta attenzione può essere meglio che frequentare tanti corsi di scrittura.
Fleming faceva spesso notare che quando nei suoi libri scriveva di cibo non trascurava nessun dettaglio e che proprio per questo motivo le pietanze nei suoi piatti dovevano essere buone.
Leggendo questo racconto si capisce come un certo apprezzamento per i piaceri della vita si lega ottimamente al suo particolare stile letterario basato su efficaci passaggi descrittivi, indovinate ambientazioni e soprattutto pittoreschi personaggi. Uno stile ricco di nitide descrizioni costruite con la penna per offrire al lettore un superbo assaggio di lusso ed edonismo, ma anche l’evocazione di un intero mondo, infinitamente più colorato del nostro.

Proprietà di una signora di Ian Fleming, traduzione di Michela Pistidda, Mursia (collana Indizi).

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