Guardare il mondo da…

Giuseppe Braga è finalmente tornato “alle stampe” con un ebook edito da Meligrana editore.
Colpisce e non poco il suo Oblò (e il mondo guardo da…). Colpiscono l’agilità e la fluidità, la grazia delicata e indolente. Colpisce l’ariosità e il dettaglio. Colpisce l’ironia e la giovanile, acuta, intelligente levità…
Ironia che è sottigliezza preziosa di sguardo, antidoto all’invadenza sfacciata del conformismo, capacità di comprendere e svelare l’assurdo della vita.
Una scrittura, quella di Giuseppe Braga, brillante e colorita, sempre accattivante, ricca di leggerezza e di energia.
Da leggere (rileggere) e gustare…

Adesso che sto per addormentarmi provo a pensare a quando sono nato, ma non riesco proprio a ricordarmelo. Quel giorno ero molto piccolo, piccolo per davvero, non lo sto mica dicendo così, tanto per dir qualcosa. Allora mi viene in mente che oggi, oggi è l’ultima notte che dormiamo qui. Già, li ho sentiti con le mie orecchie, mamma e papà, prima, quando lo dicevano. Stavamo tutti seduti stretti vicini sul divano con un sacco di scatoloni intorno ed era difficile non sentirli. Ecco, si guardavano intorno, guardavano le pareti e i pavimenti, mah!, e dicevano che stasera è come se è la fine di qualcosa d’importante, qualcosa che però, ecco, voglio dirlo, non ho mica capito tanto bene io, cosa finisce oggi. Però parlavano parlavano e parlando parlando hanno iniziato a ricordare tutto quello che avevano fatto, insieme, qua dentro. Queste quattro mura, continuava a ripetere papà, queste quattro mura mi mancheranno! E sapete, dovete saperlo sì, è successo lì, mentre parlavano, che hanno tirato fuori la storia che io ero nato in quella casa, le quattro mura sì, e che, già da piccolo, ne avevo combinate un bel po’ e poi… poi hanno preso a raccontare tante altre storie, come di quando si erano conosciuti e di quando era nata Elisa e di quando erano venuti ad abitare qui e poi e poi… poi però si sono fermati, era tardi, dovevamo andare a dormire.
Domani è il gran giorno, domani dobbiamo essere tutti in forma, ha gridato ridendo papà, forza, tutti a nanna! Io controvoglia mi sono buttato sul materasso, ma già da quando mi stavo lavando i denti, avevo preso a pensarci be’, sì, ecco, ho pensato che per me non è una fine questa, per me è proprio l’inizio, altro che!
E adesso sono qui, Elisa dorme, beata lei, io invece non ci riesco, nella testa mi frullano mille pensieri, tutte robe che non voglio dimenticare, tantissime cose strane bellissime stupefacevoli! E sapete cosa, ecco, io adesso vorrei alzarmi e andare da papà e fargli tante di quelle domande che lo terrei sveglio tutta la notte, ecco, perché a me, spesso, mi vengono in mente delle cose e, quando mi capita, ho bisogno che qualcuno me le spieghi e allora e allora va a finire che le chiedo sempre a lui. Come quella volta degli oblò, per esempio. Che poi se ci penso, tutto è cominciato da lì, dagli oblò. Dagli oblò! Dagli oblò!

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Una Risposta to “Guardare il mondo da…”

  1. L’Oblò nella rete… « Piani Alti, cultura bassa 2.0 Says:

    […] Guardare il mondo da… […]

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