L’insostenibile leggerezza dell’essere

Tomáš incontra Tereza per la prima volta in una piccola città della Boemia. Non stanno insieme nemmeno un’ora. Tereza lo accompagna alla stazione e aspetta con lui fino alla partenza del treno. Dieci giorni dopo và a trovarlo a Praga. Fanno subito l’amore, il giorno stesso. Quella notte a Tereza viene la febbre e resta tutta la settimana nell’appartamento di Tomáš con l’influenza.
Tomáš prova allora un inspiegabile amore per quella ragazza quasi sconosciuta.
Tereza rimane da Tomáš finché non guarisce. Ci sarà tempo, appena guarirà, per tornare nella sua città, a duecento chilometri da Praga.
Tomáš, alla finestra, ha gli occhi fissi al di là del cortile sul muro della casa di fronte e pensa se deve o no chiedere a Tereza di tornare a Praga per sempre. Sente una grande responsabilità. Sa che se lui ora la invitasse a casa sua, lei verrebbe e gli offrirebbe tutta la sua vita.
Pensa anche che forse dovrebbe dimenticarsene, che se Tereza rimarrebbe una cameriera in un ristorante di provincia  lui non la rivedrebbe mai più.
Tomáš  guarda in cortile, ha gli occhi fissi sul muro di fronte e cerca una risposta. Ritorna sempre a vedere Tereza distesa sul suo divano e sente che non è né un amante né una moglie. Le si inginocchia vicino e sente che il suo respiro febbricitante si fa più svelto, avverte un debole lamento. Appoggia il viso a quello di lei e le sussurra nel sonno parole rassicuranti. Dopo qualche istante gli pare che il respiro si sia calmato e che il suo viso si sollevi istintivamente verso il suo. Sente dalle sue labbra l’odore un po’ asprigno della febbre e lo aspira come per impregnarsi dell’intimità del suo corpo. Allora si immagina che Tereza sia lì da lui già da molti anni e che stia morendo. All’improvviso ha la chiara sensazione che non sopravvivrà alla morte di Tereza. Allora si distende accanto a lei e desidera morire insieme a lei…

Apparentemente il romanzo di Milan Kundera sembra predicare l’accordo tra peso e leggerezza. Un accordo da stabilire in ogni momento della vita, quando chi è pesante non può fare a meno di innamorarsi di chi vola leggero (e chi è leggero viene respinto dai propri simili e portato ad andare verso i corpi e le anime dominate dal peso). Così succede nel libro. Tomáš ama Tereza, Tereza ama Tomáš. Anche Franz ama Sabina e Sabina ama Franz. Quasi allo stesso modo che nelle Affinità Elettive quando si forma il perfetto quadrato delle affinità e delle differenze amorose.
Se questo fosse vero, il mondo sarebbe perfetto: si realizzerebbe l’unione tra gli opposti e tutto sarebbe dominato dall’ordine e dall’equilibrio.
Milan Kundera sa però che questo equilibrio è impossibile e che peso e leggerezza non si possono accordare. Forse la leggerezza è una vocazione ancora più insostenibile del peso, perché porta alla fuga e verso l’angoscia. Forse non è un dono terreno…
L’insostenibile leggerezza dell’essere
è un romanzo irresistibilmente lieve. Forse più leggero della stessa leggerezza.

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