Vincere la paura del domani

Perseverare non è tanto diabolico, ma umano. Diabolico è rifiutarsi, declinare, starsene fermi ad aspettare che una qualche motivazione arrivi dall’alto, non impiegare a fondo tutte le risorse di cui, come esseri umani, siamo dotati. Se impegno e motivazione ci possono far raggiungere risultati sorprendenti, diabolico è sciupare questa possibilità.
E’ un po’ quello che dice la parabola evangelica dei talenti. Il servo pigro è quello che sotterra i talenti ricevuti dal padrone sprecando l’occasione di farli crescere. La disapprovazione è verso chi butta via la propria vita e non si impegna a far crescere le proprie capacità.
Forse la società in cui viviamo è davvero demotivata e ha abbandonato il senso dell’impegno e della volontà individuale? Forse sta condannando i suoi membri a non diventare mai padroni della propria vita? Sembra proprio di si e pare proprio che l’impegno sia sparito lasciando spazio a scorciatoie e a escamotage.
Il risultato di questa filosofia di vita è presto detto: inerzia, torpore, indifferenza, passività. Chi cresce con questa mentalità sarà di sicuro un  consumatore buono e docile.
Pietro Trabucchi, con Perseverare è umano (edito da Corbaccio), ci fa capire bene come funziona la motivazione e quando il concetto di «resilienza» risulta fondamentale. La resilienza è la capacità di perseverare, di far durare la motivazione malgrado le difficoltà e gli ostacoli. Resilienza è un termine proveniente dalla scienza dei materiali che specifica la proprietà di alcuni materiali nel preservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stati sottoposti a schiacciamento o alterazione.
E’ significativo, per capire cosa sia la resilienza, leggere Primo Levi quando scrive dell’importanza della “facoltà umana di scavarsi una nicchia, di secernere un guscio, di erigersi intorno una tenue barriera di difesa anche in circostanze apparentemente disperate è stupefacente e meriterebbe uno studio approfondito.”
Resilienza è fare i conti con la propria impotenza, ma anche vincere la paura del domani. E’ una speranza inaspettata e spesso imprevedibile, una capacità che si può davvero costruire, allenare e aumentare nel corso del tempo.

Pietro Trabucchi
Perseverare è umano
Corbaccio

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