Le tragicomiche email di Hansi Muller

Diceva Evaristo Beccalossi che “è meglio giocare con una sedia che con Hansi Muller perché almeno con la sedia, quando gli tiri addosso, la palla ti torna indietro…”
Con l’ex centrocampista dell’Inter l’Hansi delle tragicomiche email ha forse in comune un certo individualismo sfrenato, istintivo, incontrollato, quasi da fuoriclasse.
Forse per il trentacinquenne Hansi Muller del libro il vero problema è sincronizzarsi col mondo ed evitare la disperazione più cupa a causa di un lavoro che non arriva. Probabilmente sarà per il ricordo della sua vecchia fiamma che Hansi pensa ancora a certi paesi dei balocchi ed è fagocitato da un tedio astronomico tanto che la tempesta elettromagnetica gli fa il solletico e i dolori si fanno un po’ troppo sentire…
Può darsi sia per tutte queste cose che Hansi, con le sue disgrazie e i suoi disastri, ci rivela delicatamente e in modo armonioso l’insignificanza di tutte le cose che divertono e affliggono allo stesso tempo. E, attraverso le diverse situazioni ridicole, ci rivela il tragico visto di spalle. Perché, come dice Henri Bergson, “non esiste comicità al di fuori di ciò che è propriamente umano” o perché forse non c’è nulla di più esilarante e farsesco dell’infelicità.

Vincenzo Brighenti
Le tragicomiche email di Hansi Muller
Giovane Holden Edizioni
2011

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