La storia della storia

La notte è ormai bassa sul bosco quando Margaret si risveglia guardandosi intorno. C’è una valigetta di pelle buttata per terra di fianco all’albero a cui è appoggiata e nel compiere quel movimento si rende conto che le fanno male tutte e due le mani, ma non sa spiegarsene il perché.
Poco dopo si sveglia vicino a una stazione ferroviaria, ad Ahrensfelde, ed è di nuovo in mezzo all’erba e agli alberi, ma ormai non è piú mattino presto ed è finita al limite est di Berlino invece che a ovest. Sale in treno perché vuole tornarsene a casa. Un dipendente delle ferrovie le domanda il biglietto e Margaret infila una mano nella tasca del suo pesante cappotto da uomo e ci trova un passaporto americano inzuppato d’acqua, tasta il taschino dall’altro lato e ci trova un documento universitario plastificato con un abbonamento ferroviario semestrale.
Quando arriva a casa, nel suo appartamento di Schöneberg, ha solo voglia di dormire e si sente tanto leggera che per andare in camera da letto non ha quasi bisogno di camminare.
A quel punto una Margaret s’infila sotto le coperte e dorme, mentre un’altra, l’ombra della ragazza addormentata, va ad aprire l’armadio e tira fuori tutto, porta i vestiti in cortile e li butta nell’immondizia. Poi torna in camera da letto, s’infila di nuovo sotto le coperte con la Margaret che dorme e le due diventano un tutt’uno…
Quando la Margaret riunificata si risveglia si sente in un nuovo pianeta e riprende la sua vecchia vita.
Margaret Taub lavora per Hello, Berlin! e fa la guida turistica. Fa camminare i turisti da una parte all’altra di Berlino: per Hackescher Markt e sull’Isola dei Musei, in fila indiana lungo Unter den Linden, attraverso la Porta di Brandeburgo, a sud oltre i cantieri color polvere, e sulle tracce del Muro ormai scomparso. Mentre li porta in giro, Margaret racconta ai turisti delle commedie e delle tragedie di Berlino, degli antichi cabaret di Friedrichstrasse e delle tirate di Honecker, della notte del 1989 in cui era caduto il Muro e di quella del 1938 in cui sono andate a fuoco le sinagoghe, del pomeriggio del 1967 in cui gli studenti sono usciti dalle loro case per la visita dello Scià, della notte del 1919 in cui i soldati dei Freikorps hanno ucciso Rosa Luxemburg.
Nelle settimane successive al suo risveglio nel bosco Margaret continua a fare la guida come sempre e per un po’ tutto sembra tornare come ai vecchi tempi. Poi però in Autunno, chissà perché, Margaret diventa strana e vivrà tutta una serie inspiegabile di episodi che la cambieranno profondamente…

Margaret Taub, con la sua amnesia, vuole ricordarci l’amnesia collettiva del popolo tedesco sulla follia di massa del periodo nazista. Come suggerisce il titolo, La storia della storia è un libro cerca di interrogare il nostro bisogno di guardarci indietro, di capire e decifrare.
Berlino ribolle e respira in ogni pagina di questo romanzo doloroso e imprevedibile, misterioso fino alla fine.
Ida Hattemer-Higgins è qui alla sua prima opera, ma dimostra di avere un talento audace e prodigiosamente dotato. Riporta letteralmente in vita Berlino in un modo indimenticabile, sontuoso, mai visto.
La storia della storia
è il tipo di romanzo di cui si dovrebbero leggere dalle venti alle trenta pagine per volta per decifrarne con calma il significato. Un romanzo sulla memoria e sull’oblio anticonformista, postmoderno (narrazione frammentata, sequenze oniriche bizzarre, narratore inattendibile) che intriga e affascina in un modo diverso, fuori del comune.
Un’esplorazione creativa della storia oscura e impenetrabile di Berlino e del Terzo Reich che non può essere ignorata.

Twitter:@marcoliber


Ida Hattemer-Higgins

La storia della storia
(traduzione dall’inglese di Massimiliano Morini)
Neri Pozza
2011

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