Leonard Cohen e il tormento della bellezza

Classe 1934, canadese con cittadinanza ideale in Europa, romanziere e poeta prima che cantautore prediletto da più generazioni, Leonard Cohen è per la musica popolare quello che il suo compatriota Glenn Gould è stato per la classica: un artista eccentrico e affascinante, inventore di un linguaggio proprio e subito riconoscibile. Non a caso figura nel “Dizionario della Letteratura Universale del Novecento”. Non a caso le sue liriche (la prima raccolta, Let us compare mythologies, è del ’56) sono confluite con naturalezza nella musica cristallizzando idee, sentimenti, inquietudini, emozioni, turbamenti che percorrono il nostro tempo. Dalla leggendaria Suzanne alla struggente Chelsea Hotel dedicata a Janis Joplin, fino alle apocalittiche visioni di The Future, le canzoni di Leonard si identificano da sempre, con la sua voce roca e dolcissima. Ma sono, anche, da leggere, capire, interpretare, decifrare…

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