La contea più fradicia del mondo

Sherwood Anderson passa il confine della contea di Franklin e spinge l’auto su un ponte a una sola corsia che passa attraverso un leggero infossamento della strada. Poche centinaia di metri dopo è di fronte a una stazione di servizio: quattro pareti di legno, tetto alquanto inclinato e piano superiore che sporge sopra un’area di sosta davanti a una piccola veranda. Un paio di pompe, con le manovelle e le sfere di vetro piene di benzina, chiudono il quadro. Qualche dettaglio attira la sua attenzione: a differenza della maggior parte delle stazioni di servizio di campagna, questa non è dotata di sedie sotto la veranda, non ci sono insegne e nessun tipo di pubblicità sulla facciata. Quattro berline nuove fiammanti sono allineate una dietro l’altra col motore acceso come se dovessero fare il pieno, ma alle pompe non si vede nessuno. C’è solo un gruppo di uomini davanti all’entrata che si voltano appena lo vedono. Dietro l’area di servizio, alle pendici di una collina, c’è un magazzino di pietra con una porta aperta che sembra la toppa di una serratura.
Anderson vede uscire un uomo alto e magro, in maniche di camicia e cappello, con una cassa di legno tra le braccia. I suoi occhi sembrano fissarsi di colpo sul volto di Anderson. Una massa confusa di alberi verdi e dorati gli impediscono improvvisamente la visuale. Le ruote sibilano dolcemente sulla strada e Anderson si china sul volante, canticchiando mentre si inerpica lungo il versante settentrionale della Grassy Hill che porta a Rocky Mount, il capoluogo della contea. «Devo ricordarmi di questo posto», pensa. «Ci ripasserò, quando farò ritorno a Roanoke. Voglio capire cosa c’è sotto.» Ma sa bene che l’espressione sul volto degli uomini davanti alla stazione e lo sguardo dello spilungone del magazzino avrebbero reso le cose molto complicate. Anderson conosce abbastanza la Virginia rurale per capire che quello sguardo, quell’espressione sfrontata e arrogante vuol dire solo: «Pensa agli affari tuoi».

Basato sulla storia vera del nonno di Matt Bondurant, La contea più fradicia del mondo è un libro avvincente al tempo stesso straziante e magnifico che mette in evidenza la brutalità dell’epoca in cui è ambientato.
La banda Bondurant è una famigerata gang di teppisti e distillatori clandestini che gestisce il commercio clandestino di alcolici nella contea di Franklin in Virginia nel periodo del Proibizionismo e della Grande Depressione. Quando il giovane Sherwood Anderson, all’inizio della sua carriera di scrittore (allora in un momento di grande crisi professionale, deriso e tradito da Hemingway e Faulkner, che aveva aiutato a crescere), arriva in questa contea la battezzerà come “la contea più fradicia dei mondo” e darà la caccia alla banda Bondurant sulle strade impolverate del Profondo Sud, rivelando per primo il silenzio sulle loro gesta e sui loro scuri e lunghi silenzi.


Matt Bondurant

La contea più fradicia del mondo
(traduzione di Paolo Falcone)
Dalai
2012

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