Sono irreali, come la televisione

Fa pensare un intervento di Carlo Fruttero dell’ottobre 2009 (tratto da un incontro con Pietro Citati).
“Guardali, i politici del 2009. Vogliono soltanto una cosa: apparire, esibirsi, esaltarsi: naturalmente alla televisione. Sono figli della televisione, che li ha completamente contagiati e contaminati. Chiaccherano. Non hanno peso né riserve. Sono irreali, come la televisione. Pensano che il gradimento televisivo sia tutto, mentre non importa nulla. Non sanno fare né preparare. Tra pochissimo, non li vedremo più. All’improvviso scompariranno, insieme al nostro paese: come un corteo di nuvole, come un’accolita di fantasmi.”

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Autore: Marco Crestani

La scrittura, quella sì...

2 pensieri riguardo “Sono irreali, come la televisione”

  1. “Accolita di fantasmi”…
    Non saprei se è la giusta definizione, a me sembra piuttosto l’utilizzo di uno strumento, la televisione, che serve a creare consenso o distrazione: logica conseguenza della democrazia.
    Oggi è la tv, ieri panem et circenses, domani internet o chissà cos’altro.
    Il meccanismo mi sembra esattamente lo stesso.

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