Il KLit è iniziato!

Arrivo il sabato mattina presto e, per prima cosa, vado alla ricerca di un buon caffè. Se usi le strade secondarie, nulla ti dà più rapidamente il polso di una cittadina quanto i bar dove si fa colazione o i posti in cui si fa uno spuntino: gran parte di ciò che la gente fa, crede e pensa, lì si rivela in maniera evidente.
Thiene è una piccola città di timpani, porticati, eleganti dimore signorili, pregevoli opifici, grandi alberi e una vecchia piazza rimessa a nuovo. Nei pressi della piazza c’è un piccolo bar che mi pare risparmiato dai tempi. La vetrata anteriore dice ARIA CONDIZIONATA in lettere grondanti ghiaccioli, sulla porta c’è un tubo al neon e all’interno pendono due calendari, quello di un’agenzia d’assicurazioni e quello di un magazzino di ricambi. Sulle pareti ci sono poi la dichiarazione di guerra all’Austria-Ungheria, il Manifesto di Francesco Giuseppe ai suoi popoli, il Proclama di Vittorio Emanuele III all’Esercito e alla Marina, una foto di un Gesù alato in compagnia di due bambini e l’immancabile litografia di una cascata. La prova del nove è il pavimento di piastrelline bianche esagonali.
Due vecchi a passeggio con le mani dietro la schiena si salutano stringendosi la punta delle dita con un gesto leggero, quasi femminile, che dimostra la durata della loro amicizia. Entro davvero felice.
Mi aspetto di vedere una vecchia nonna uscire dalla cucina asciugandosi le mani sul grembiule a quadretti e invece arriva una giovane, imbronciata, in uniforme rosa e con gli occhiali tondi che maneggia il blocchetto delle ordinazioni come un vigile il libretto delle multe.
Appena esco, tra le vie del centro, c’è uno strano fermento. Si respira un’aria curiosa, insolita, diversa dal solito. Il KLit, il festival dei blog letterari, è iniziato. Incontro subito Morgan Palmas che ha uno sguardo intenso e mentre parla del presente ti porta lontano. Ha gli stessi occhi di David Copperfield, di Huck Finn e di Jim Hawkins che sognano e fantasticano così perdutamente da trasformare la realtà nel regno della loro straordinaria fantasia.
Il KLit è iniziato. Sul palco ci sono Andrea Atzori, Carlotta Susca, Giovanni Turi, Alessandro Puglisi, Marco Giacosa. Non ho mai visto un volto così mobile e trasparente come quello di Andrea: la luce vi trascorre veloce, in continua oscillazione e movimento, portando i sentimenti fino alla più limpida espressione. Legge Musil ed esprime la sua passione: non nasconde nulla. Su ogni cosa regna la concentrazione. Si trasmettono e comunicano messaggi positivi. La realtà è spesso caos, terrore, lacerazione. Il compito dell’artista è trasformare ogni cosa in bellezza assoluta e primo piano abbagliante.
Il KLit è davvero iniziato…

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