Jules Verne e il mistero della camera oscura

1855. Parigi vive il fermento della sua prima Esposizione Universale e quello per l’arrivo imminente della regina Vittoria in visita nella capitale. Non ancora trentenne, il futuro scrittore Jules Verne scrive commedie malpagate per il teatro, arrangiandosi come può per guadagnare di che sopravvivere. Per fortuna il suo amico Felix, famiglia influente alle spalle, gli ha procurato un lavoro per il Populaire, il giornale per il quale lui stesso scrive. L’atmosfera parigina è satura degli entusiasmi per gli afflati di modernità, a cominciare dall’urbanistica di Haussmann che celebra la grandeur della capitale, ma si compiace anche delle suggestioni del mesmerismo e dello spiritismo in generale. I due giovani, dunque, una sera si recano alla seduta spiritica di un famoso medium inglese, Will Gordon, che si esibisce nella suggestiva evocazione nientemeno che dello spirito di La Fontaine. L’intenzione è quella di tirarne fuori un gustoso articolo per il giornale del giorno dopo. Ma, pochi minuti dopo l’esibizione, Jules trova il medium riverso in terra con gli occhi trapassati da due proiettili. Accanto al cadavere uno strano coperchio metallico. Barcamenandosi nel rapporto con la Police Jules, forte delle sue intuizioni, comincia un’indagine personale che lo porterà anzitutto a scoprire che Gordon era in buona parte un impostore, ma anche ad imbattersi in altri cadaveri, uccisi con le stesse modalità del primo. E sempre c’è qualche elemento, sulla scena del delitto, che riporta all’invenzione del momento: la camera oscura. La gente di ogni classe sociale ne è entusiasta perché, come dice un fotografo:” L’immortalità per pochi soldi, chi non l’ha mai sognata?” Tra inquietanti scenari esoterici, macabre sottrazioni di cadavere, fughe rocambolesche, avvenenti prostitute e aspiranti attricette, tra le strade dal fascino eterno di Parigi e i suoi vicoli poveri e sporchi, lentamente Jules ricostruisce il mosaico che porterà alla soluzione delle vicenda.

Prevost, ricercatore e docente di storia a Parigi, ci regala con questa storia il suo terzo giallo storico pubblicato in Italia da Sellerio. Ogni volta l’ambientazione e il protagonista cambiano ma costante è l’attenzione alla ricostruzione storica capace di realizzare affreschi deliziosi e godibilissimi. Se infatti la trama di questo bel libro può risultare appena prevedibile, benché ben congegnata, è davvero piacevole godersi la descrizione della Parigi ottocentesca, dai boulevards ai bassifondi delle periferie. Simpatica l’idea di un giovane Verne alle prese col delitto, attento a cogliere d’intorno i suggerimenti che lo porteranno a scrivere i suoi romanzi più famosi: inevitabile il desiderio, che nasce nel lettore, di andarseli a riscoprire! Una lettura scorrevole, dunque, che pare un bel romanzo d’appendice d’altri tempi, non privo di un certo gradevole humor: per chi trova intriganti i giallisti francesi contemporanei, per chi ama i romanzi storici, per chi pensa che Parigi è sempre Parigi.

(Alessandra Farinola)


Guillaume Prévost

Jules Verne e il mistero della camera oscura
traduzione di Sabrina Leo e Elisa Musso
Sellerio
2005

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