Cinquanta sfumature di nero

Ana aveva chiesto a Christian di mostrarle il suo lato più oscuro, perché voleva condividere tutto di lui: lei lo amava, voleva capirlo fino in fondo, pensava di poter fare qualunque cosa per lui. Ma poi era scappata via spaventata, ferita, soprattutto, dalla constatazione di non poter essere lei quello di cui lui aveva bisogno. Ora è il fascinoso Mr. Gray a voler tentare qualche passo verso di lei pur di non perderla e per farlo è disposto a rinunciare a qualcuna delle sue sfumature più oscure. Così il rapporto tra la dolce Ana e il suo bel principe oscuro sta svoltando decisamente da storiella hard a favoletta rosa, quando d’improvviso alcuni spettri tornano dal passato e non hanno alcuna voglia di scomparire. Riusciranno i due giovani a vivere felici il loro amore e a difenderlo da invidie, paure, vendette e incertezze?

Chi l’avrebbe detto che il bel Christian, oltre ad una collezione notevole di scudisci, frustini e corde, avesse anche un cuore sepolto sotto le sue paure e che si sarebbe perdutamente innamorato di Miss “Oh!” Ana Steel?  La nostra sospiratrice compulsiva, degna di prendere il posto del pastorello “meravigliato” del presepe, a sua volta, ha scoperto di gradire non poco buona parte delle pratiche amorose del suo uomo e le continue elucubrazioni mentali sulla sua inadeguatezza appaiono a questo punto davvero insensate. Ecco allora la necessità di un tentativo di rinvigorimento del plot con una piccola nota che vorrebbe essere thriller, per la verità con scarsi risultati. La realtà è che la storia, già piatta, in questo secondo episodio della trilogia di Cinquanta sfumature si trascina ancora più noiosa e ripetitiva, priva anche della curiosità trainante che il primo si portava dietro, e le scene di sesso sempre uguali, diradate rispetto al primo romanzo, stancano abbastanza. Insomma, essersi addormentata nel bel mezzo di una di queste performance, copiate l’una da l’altra persino nelle parole, m’è parso davvero sorprendente ed indicativo! Ci si chiede allora se i dati, soprattutto inglesi, che parlano di aumento di frequenza nell’attività sessuale da parte dei lettori delle avventure di Ana e Christian, nonché di incremento del 100% nelle vendite di giocattoli vari e “Attrezzature complete per il bondage” (parola di titolare di sexy shop londinese) siano reali o inventati per continuare l’enorme battage pubblicitario che si è accompagnato alla trilogia dell’estate. Pare che anche in Italia il 25% delle donne non disdegnino, ad oggi, di farvi ricorso e successo crescente riscuotono le vendite porta a porta di commesse viaggiatrici con il loro catalogo di oltre 600 articoli, frustini, scudisci e palette sculacciatrici (!!) compresi. Dovremmo forse dar ragione ad una profonda pensatrice come Daniela Santanchè che, a proposito del successo di Cinquanta sfumature ha detto:” C’è tanta voglia di vivere fino in fondo, oltre il muro di ipocrisie e convenzioni” ? Al di là delle cifre più o meno reali e delle riflessioni più o meno profonde, è un dato di fatto aver letto commenti di lettrici entusiaste del tipo: “Se l’ha fatto Anastasia (nota della scrivente: una delle protagoniste più sciocche ed amorfe degli ultimi tempi!) perché non provare?”

Tornando al romanzo, dopo aver detto che ha una trama più inconsistente del precedente; che scorre, questo sì, ma perché è scontato e banale (anche nella scrittura) fino a raggiungere “sfumature di comico” del tutto involontarie che finiscono per trucidare qualunque accenno di erotismo; che ogni tentativo di svolte gialle o di introspezioni psicologiche (terribilmente sconclusionate) non hanno alcun esito; che la perversione all’acqua di rose (o per bimbeminkia – come ha scritto qualche ragazza -) ha già annoiato: che dire di più? Forse questo. Che, se vogliamo trarne una riflessione pseudo-seria, concludiamo che in questo secondo romanzo la favola del principe e la cenerentola si è cambiata  nella megafavola di chi si racconta che è possibile cambiare un uomo (ma anche una donna eh!). Che, se invece vogliamo mantenere il tono che questa trilogia suggerisce, allora ci chiediamo: ma come è uno “sguardo brucia-mutandine”? E, soprattutto, è davvero così erotico Christian ammiccante che afferma “Si possono fare parecchie cose con una molletta da bucato”? Donne, vi prego, rispondete!

(di Alessandra Farinola)

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