I miracoli hanno la coda lunga

I cebi cappuccini sono piccole scimmie dagli occhi intelligenti e dall’espressione riguardosa, garbata. Anche Kasey ha quello speciale modo di guardarti, con quel suo cappuccio nero a punta che agli esploratori spagnoli del Quindicesimo secolo ricordava i monaci cappuccini del loro paese.

Nella primavera del 1986 Kasey fece un viaggio di ottomila chilometri da una colonia di allevamento in Argentina a Boston. Già quando aveva pochi mesi venne selezionata da ‘Helping Hands: Scimmie d’assistenza per disabili’, un’eccezionale organizzazione che affianca scimmie appositamente addestrate a persone paralizzate o con altri gravi danni motori. Un giorno Kasey avrebbe fornito letteralmente un paio di mani in più (due paia, se si considerano i suoi piedi incredibilmente agili) e ridonato a un amico nel bisogno indipendenza e dignità, oltre a una calorosa compagnia.

I cebi cappuccini come Kasey, grazie a una straordinaria associazione non-profit come Helping Hands, offrono cure amorevoli a persone disabili.
Questo libro (scritto da Ellen, la madre di Ned) racconta di Kasey che aiuta Ned a riacquisire parte delle sue capacità motorie e soprattutto la speranza di vivere.

Kasey e Ned avevano anche un tocco di monelleria in comune. Questo tratto un po’ diabolico può dare sui nervi a una madre, ma allo stesso tempo è così divertente che mi sono dovuta spesso sforzare di non scoppiare a ridere davanti a mio figlio. Ned non disubbidiva mai apertamente, ma non poteva fare a meno di combinare qualche guaio soltanto per vedere se l’avrebbe fatta franca. Kasey era uguale. Alla pari di Ned amava stare all’aperto, lanciandosi dallo scaffale di una libreria proprio come lui era solito sorvolare un’improvvisata rampa da skateboard. Poi si voltava e scherniva il pubblico sbigottito con la stessa espressione del tipo ‘Perché vi preoccupavate tanto?’ che ero abituata a ricevere da mio figlio. Immaginatevi che tutto questo accada in qualche pranzo importante o durante un gala ufficiale di raccolta fondi con lo champagne e i candelabri di cristallo.

Ellen Rogers scrive in un modo pieno di speranza, gioioso, coinvolgente, irresistibile. Le sue parole ti catturano fin dal primo paragrafo e splendono di colori ogni volta che parlano di paura, di speranza e di amicizia.
Una pura e semplice storia d’amore che aiuta a capire cosa possono essere le sfide e cosa conta davvero nella vita.


Ellen Rogers

I miracoli hanno la coda lunga
(traduzione di Giulia De Florio)
Salani
2012

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