Le mie prime convinzioni

keyneslemieprimeconvinzioniIn questa splendida edizione di Adelphi ci sono due saggi di John Maynard Keynes molto diversi per argomento che sono stati composti a vari anni di distanza l’uno dall’altro. Sono due testi caratterizzati da una limpida prosa e sono stati pensati per essere letti in pubblico a una piccola platea di amici intimi.

Melchior: un nemico sconfitto è il ritratto di un banchiere ebreo, membro della delegazione tedesca alla Conferenza di pace di Parigi del 1919, che Keynes ebbe modo di incontrare e frequentare nel corso dei lavori della Conferenza. Un giudizio a caldo sul testo (che risale al 1921) è in una lettera di Virginia Woolf, che aveva dovuto lasciare la riunione prima della fine: «Caro Maynard, ci faresti avere il tuo manoscritto in modo che possiamo leggere quello che ci siamo persi ieri sera? Lo terremo segreto e te lo restituiremo subito. Ci è parso magnifico, e non so dirti quanto ti invidio per il modo come descrivi i personaggi. Sempre tua Virginia Woolf»

Le mie prime convinzioni è stato scritto nel 1938 e presentato il 9 settembre durante un ritrovo nella casa di vacanze di Keynes a Tilton, nel Sussex. Qui l’economista evoca con nostalgia e ironia l’ambiente filosofico in cui si trovò immerso quando, nell’autunno del 1902, fece il suo ingresso all’Università di Cambridge, dove si formò la sua prima cerchia di amici (molti dei quali, trasferitisi a Londra negli anni successivi, sarebbero entrati a far parte del nucleo originario del sodalizio di intellettuali che, a partire dal 1905 e fino alla prima guerra mondiale, sarebbe stato conosciuto come il Gruppo di Bloomsbury).

John Maynard Keynes, Le mie prime convinzioni, a cura di David Garnett, traduzione di Pierangelo Dacrema e Brunella Bruno, Piccola Biblioteca Adelphi, 2012.

Annunci

Tag:

Una Risposta to “Le mie prime convinzioni”

  1. gold price Says:

    «Al lettore di questo libro» avverte David Garnett nell’I­­ntroduzione «si chiede di prendere atto della propria condizione privilegiata: quanto si accinge a leggere era infatti stato pensato esclusivamente per coloro ai quali lo scrittore sentiva di poter parlare senza riserve». I due testi qui raccolti erano infatti riservati alla lettura ad alta voce di fronte a un pubblico di amici intimi, con cui l’economista era solito ritrovarsi periodicamente per rievocare momenti del comune passato. Possiamo quindi cogliere direttamente il libero fluire dei ricordi di Keynes: Melchior: un nemico sconfitto ci offre il magistrale ritratto di uno dei negoziatori tedeschi al tavolo della Conferenza di pace di Parigi, Le mie prime convinzioni ci fa invece rivivere l’atmosfera di Cambridge e Bloomsbury di inizio Novecento, allorché Keynes concepì alcune delle idee che lo avrebbero guidato per tutta la vita, condividendo altresì l’il­lusione – spazzata via dalla Grande Guerra – della sostanziale ragionevolezza della natura umana. E alla fine non potremo non sentirci davvero «privilegiati» leggendo questi scritti, che per la rara capacità di introspezione e di penetrazione psicologica, unita alla limpida prosa, si collocano senza dubbio, come afferma ancora Garnett, «tra le cose migliori uscite dalla penna di Lord Keynes».

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: