Stella distante

stella distanteAl tempo in cui Salvador Allende era presidente del Cile (nei giorni precedenti il 1973), Carlos Wieder era timido e introverso. Non era ancora lo spietato torturatore del regime e si faceva chiamare Alberto Ruiz-Tagle. Ogni tanto frequentava il laboratorio di poesia di Juan Stein, a Concepción, e parlava (poco) di poesia e di politica, di viaggi e di pittura, di architettura e di fotografia, di rivoluzione e anche di lotta armata…
“A volte si presentava in abito e cravatta, altre volte in abbigliamento sportivo, senza disdegnare i blue jeans e le magliette. Comunque si vestisse, qualsiasi cosa Ruiz-Tagle si mettesse era sempre cara, di marca. Insomma, Ruiz-Tagle era elegante e io a quell’epoca non credevo che gli autodidatti cileni, sempre in bilico tra il manicomio e la disperazione, potessero essere eleganti.”
La lotta armata, per i giovani di quei tempi, avrebbe dovuto portare solo cose nuove e belle ed era per tutti un sogno o, più precisamente, la chiave per aprire la porta dei sogni, l’unica cosa per cui valesse la pena vivere.
Dopo il colpo di stato, Carlos Wieder si dissolve e tornerà trasformato in un torturatore efferato e implacabile. Un incubo nato dalla poesia e dall’amore per la bellezza che si dileguerà ancora e fuggirà in Europa ripresentandosi sotto infinite maschere e apparenze. Come Benno Von Arcimboldi, il poeta ricercato in 2666, Wieder è il Male e rappresenta le pene e i tormenti che tutta una generazione di cileni ha dovuto affrontare.

Roberto Bolaño racconta una storia in cui il male assoluto è spaventosamente vicino a noi. Stella distante non è un libro facile e quando ci si addentra nelle sue pagine è facile perdersi o scoraggiarsi. Di Stella distante, Bolaño scrisse: “è una lettera d’amore e un saluto alla mia generazione, a quelli che hanno scelto la militanza e la lotta e che hanno dato quel poco che avevano, la giovinezza, a una causa che per noi era la più generosa del mondo. L’intera America Latina è seminata con le ossa di questi giovani dimenticati”.

Roberto Bolaño, Stella distante, traduzione di Barbara Bertoni, Fabula, Adelphi, 2013.

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