Il grande massacro dei gatti

Questo libro indaga sui modi di pensare della Francia del Settecento. Tenta di mostrare non solo che cosa pensava la gente, ma come pensava – come interpretava il mondo, gli dava un senso e gli conferiva un significato emotivo. Invece di prendere la strada maestra della storia intellettuale, l’indagine ci conduce nel territorio vergine noto in Francia come histoire des mentalités, un genere storiografico al quale si potrebbe anche dare semplicemente il nome di storia culturale; esso tratta infatti la nostra civiltà nel modo stesso in cui gli antropologi studiano le culture a noi estranee. E’ storia nella sua varietà etnografica.
La maggior parte della gente tende a pensare che la storia culturale riguardi l’alta cultura, la cultura con la c maiuscola. La storia della cultura con la minuscola risale fino a Burckhardt, se non a Erodoto; ma è tuttora poco familiare e ricca di sorprese.

Il grande massacro dei gattiIl grande massacro dei gatti, come libro, nasce da un corso che Robert Darnton tenne presso la Princeton University a partire dal 1972. E’ un’opera indubbiamente “diversa”, policroma, screziata, multicolore. Un’opera che indaga sui modi di pensare della Francia del Settecento e che illustra in modo originale non solo cosa pensava la gente, ma come pensava e interpretava il mondo. Invece di prendere la strada maestra della storia intellettuale, Darnton ci conduce in ambito storico culturale riempiendosi di domande e illuminandoci in modo molto efficace e persuasivo. Lo fa attraverso sei storie-chiave basate su documenti di archivio inediti che sulla carta diventano quasi dei racconti a testimonianza diretta.
Robert Darnton si domanda come si fa a pensare e si mette dalla parte di chi descrive. Lo fa come faceva a suo tempo Claude Lévi-Strauss, quando si accostava ai totem e ai tatuaggi dell’Amazzonia… Perché allora non tentare la stessa cosa per la Francia del Settecento? Forse perché non si possono intervistare i francesi del Settecento, replicherà lo scettico… Certo è che “gli archivi dell’antico regime sono eccezionalmente ricchi, ed è sempre possibile porre domande nuove a materiale vecchio” e “nel fitto della macchia e in biblioteca il sottobosco mentale può essere ugualmente impenetrabile.”

Robert Darnton, Il grande massacro dei gatti, traduzione di Renato Pasta, Adelphi, 2013.

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