La ragazza dallo scialle rosso

Erano più di vent’anni che Jenny Brodal non beveva. Apri una bottiglia di vino rosso e se ne versò un bel bicchiere. Aveva sognato il calore che scendeva giù nello stomaco, il formicolìo che arrivava fino alla punta delle dita. Rimase delusa, ma ne bevve un altro sorso, anzi, di più, svuotò il bicchiere e fu scossa da un brivido. Non aveva mai detto mai! Aveva affrontato un giorno alla volta, un giorno alla volta, e non aveva mai, mai, detto mai. Era seduta sul bordo del letto, tutta truccata ed elegante, a parte i calzini grigi di lana spessa lavorati ai ferri da Irma. Aveva sempre freddo ai piedi. Per via della circolazione. Ed erano anche gonfi. Non le piaceva l’idea di infilarli dentro quei sandali stretti con i tacchi alti. Color pesca. Anni Sessanta. Jenny si versò un altro bicchiere. Doveva far arrivare il vino giù fino ai piedi. Non aveva mai detto mai. Aveva detto: un giorno alla volta. Cercò di ricordare perché si era mostrata tanto contraria a quell’idea, a quella festa. Si alzò e si contemplò rigirandosi davanti allo specchio appeso alla parete. Il vestito nero le aderiva alla perfezione sul seno. Presto si sarebbe tolta i calzini di lana per indossare i sandali.
Era il 15 luglio del 2008 e Jenny compiva settantacinque anni. Mailund, la grande casa bianca in cui era cresciuta dopo la guerra, quando i genitori l’avevano portata via da Molde, una città ormai ridotta in cenere, era stracolma di fiori. Aveva vissuto lì quasi tutta la vita, fra gioie e dolori, e adesso quarantasette ospiti in abiti estivi stavano arrivando per festeggiarla.

ULLMANN LIBROLa ragazza dallo scialle rosso è un’esperienza di lettura difficile da scrollarsi di dosso che può restare a lungo nella mente di chi legge.
C’è qualcosa che ha che vedere con la luce in questo romanzo. Chi legge può vedere e sentire quasi tutto, come se vedesse un film. La luce può rivelare, ma anche sfumare lo stato delle cose mostrando solo frammenti di verità forse perché tutti mentono, a loro stessi e agli altri…
Lo stile di scrittura della Ullmann è molto simile a quello minimalista di Christina Hesselholdt (scrittrice danese di notevole talento, ma purtroppo poco conosciuta in Italia) e alcuni suoi personaggi sembrano tratteggiati da Virginia Woolf in un perfetto stile “flusso di coscienza” in cui emerge pian piano l’individuo con i suoi conflitti interiori, le sue emozioni e i suoi sentimenti più profondi.

Figlia di Ingmar Bergman e Liv Ullmann, Linn dal padre ha imparato quanto è importante svegliarsi ogni mattina e cominciare a lavorare. Suo padre una volta l’ha avvertita: “se non la usi per pigrizia, la tua creatività si rivolta e diventa un demone”.

Linn UllmannLa ragazza dallo scialle rosso, traduzione di Lisa Raspanti, collana Narratori della Fenice, Guanda 2013.

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