Archive for aprile 2014

K.

27 aprile 2014

All’inizio c’è un ponte di legno coperto dalla neve. Nebbia spessa. K. alza gli occhi «verso quello che in apparenza era il vuoto», in die scheinbare Leere. Alla lettera: «verso il vuoto apparente». K. sa che in quel vuoto c’è qualcosa: il Castello. Non l’ha mai visto prima, forse non vi metterà mai piede.

kafkaK. è un’intrigante e suggestiva interpretazione dell’opera di Franz Kafka, ma anche un’esplorazione ricca e senza precedenti nel mistero della sua scrittura. Una scrittura asciutta e fredda dal significato nascosto e perturbante che evoca il dramma dell’uomo contemporaneo.
La questione Kafka suscita ancora oggi sentimenti incerti e difficili da definire. Molte soluzioni sono state proposte, ma il mistero nella sua essenza resta tale.
Calasso cerca di entrare nel flusso e nel movimento tortuoso delle sue parole, nelle atmosfere sospese e nelle sue metafore. Forse per questo K. è un libro di notevole importanza letteraria. Non un libro qualsiasi.

Roberto Calasso, K., Biblioteca Adelphi, Adelphi, 2014.

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Aurore d’Autunno

24 aprile 2014

ADAAurore d’Autunno appare per la prima volta nel 1950. E’ un Wallace Stevens insolito che continua a trattare i temi dominanti della sua poesia: il primato della fantasia sull’esperienza umana e la complessità del nostro rapporto fenomenologico con il mondo fisico.
L’aurora boreale illumina una nuova scena. Attraverso la magia della parola è straordinario e immenso rivivere un’esistenza che all’inizio è perfettamente descritta nel tempo e nei luoghi (“Qui vive il serpente, l’incorporeo. D’aria è la testa. Sotto la punta a notte Occhi s’aprono e ci fissano in ogni cielo…”).
Stevens cerca un nuovo ed essenziale rapporto con la terra. Una terra che ci accoglie, ci affascina e ci inquieta… “un’innocenza della terra, non un segno falso né un simbolo maligno. Ne siamo parte, come bimbi stiamo in questa santità…”

Wallace Stevens, Aurore d’Autunno, edizione con testo a fronte a cura di Nadia Fusini, Adelphi 2014.

Il bambino filosofo

7 aprile 2014

bimbiI bambini e gli adulti sono creature profondamente diverse con menti, cervelli ed esperienze diverse. Si può dire che noi adulti altro non siamo che il prodotto finale dell’infanzia.
Il cervello dei bambini è plastico e flessibile e di fatto è più altamente connesso di quello degli adulti perché i percorsi neurali disponibili sono più numerosi.
I bambini non conoscono l’odio e il rancore e sono fonte inasauribile di significato. Vivono le emozioni in un modo più difficile da controllare e ci mettono in contatto con la verità, la bellezza e la significatività dell’esistenza. Sono profondi e sconcertanti al tempo stesso (e forse per questo ultimamente attirano l’attenzione dei filosofi…), ma fruiscono il mondo in maniera molto diversa da noi, mostrando un tipo di attenzione che si correla alle loro straordinarie abilità di apprendimento.
“Vivi con i bambini ed imparerai ad amare. Così diventerai tu un bambino e più ancora: un essere umano”, scrisse un giorno Georg Walter Groddeck.

Alison Gopnik, Il bambino filosofo, traduzione di Francesco Gerla, Bollati Boringhieri 2014.

La strada alla fine del mondo

7 aprile 2014

Non era un’isola naturale. L’erba che ci bagnava di rugiada le gambe e gli abeti rossi coperti di muschio erano cresciuti su una piattaforma artificiale. A ventiquattro chilometri da Hartley Bay lungo il Douglas Channel, questo era un antico villaggio della tribù Gitga. Anticamente, gli indigeni che vivevano qui avevano trascinato giù dalle montagne tronchi di cedro giallo, che non marcivano nell’acqua, li avevano deposti sul fondale del fiume e avevano creato la terra dove prima non esisteva. Su quest’isola avevano poi scavato dei pozzi e costruito una dozzina di case. Quando altre tribù attaccavano il loro villaggio sulla terraferma, le donne e i bambini venivano a rifugiarsi sull’isola.
Prima degli aeroplani e delle barche a vapore, la valle del Quaal era un’importante via commerciale che si collegava alla valle del fiume Ecstall attraverso un valico non molto alto. Da decenni ormai nessuno passava di lì. Lo avremmo fatto noi: ci apprestavamo a risalire a piedi il corso del Quaal e scendere lungo l’Ecstall. Ovviamente con i canotti, il sistema migliore.

aleutNel giugno 2007, Erin McKittrick e suo marito Hig lasciano Seattle per le Isole Aleutine e viaggiano lungo le coste della British Columbia e dell’Alaska attraverso alcuni dei terreni più accidentati del mondo.
La strada alla fine del mondo è la storia del loro viaggio senza precedenti, lungo la costa nord-ovest. Un viaggio di apprendimento e scoperta per capire meglio l’interazione tra comunità umane, ecosistemi e risorse naturali. Passo dopo passo, esplorando nel vero senso della parola.

Erin McKittrick, La strada alla fine del mondo, traduzione di Maddalena Togliani, Bollati Boringhieri 2014.

Guglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen

5 aprile 2014

Hawley CripenGuglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen è una meravigliosa visione nei primi anni del XX secolo, quando i mutamenti della rivoluzione industriale trasformarono profondamente la società umana nel suo complesso e la tecnologia sembrò promettere un mondo nuovo.
Erik Larson racconta le storie intrecciate di due uomini molto diversi fra loro – Hawley Cripen, un assassino a prima vista improbabile, e Guglielmo Marconi, il nostro nazional inventore che crea un mezzo di comunicazione per quei tempi apparentemente soprannaturale – le cui vite si intersecano nel corso di un inseguimento a dir poco elettrizzante. Larson ha una padronanza eccezionale per il dettaglio storico e un vero talento per la suspense. Le sue sono storie coinvolgenti che intrecciano trame multiple basate su eventi reali. Storie affascinanti e suggestive che colpiscono la mente.
In questo libro ridona vita a un mondo meraviglioso a lungo perduto e lo riempie di personaggi che sorprendono pagina dopo pagina.

Erik Larson, Guglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen, traduzione di Marco Lunari, Collana Bloom, Neri Pozza 2014.

I sotterranei di Londra

3 aprile 2014

underlondonAltri mondi e storie segrete si nascondono sotto le strade di Londra…
Che ci sia l’ottava meraviglia del Mondo? Oppure il nono cerchio dell’Inferno?
Di certo ne I sotterranei di Londra si trovano anfiteatri romani, fogne vittoriane, gallerie, tubi, volte, linee del gas, cavi, bunker, ma anche mostri sotterranei, fantasmi e una città intera che per molti versi è l’immagine speculare di quella che sta sopra.
Verso il basso, attraverso vari strati geologici, incontriamo creature sia reali che immaginarie in grado di spiegarci un po’ di più questa tentacolare e antica città.
Tra le tante colpisce la storia di Joseph Bazalgette, l’ingegnere comunale che dopo “la grande puzza” del 1858 mise a punto un sistema fognario che, in gran parte, è ancora in uso oggi. Ackroyd mette Bazalgette nel pantheon dei costruttori di Londra con Sir Christopher Wren e John Nash perché le sue sono cattedrali che crescono sottoterra.
Di alto livello la brillantezza stilistica e l’erudizione di Ackroyd. Una garanzia la traduzione di Massimo Ortelio.

Peter Ackroyd, I sotterranei di Londra, traduzione di Massimo Ortelio, Collana Il Cammello Battriano, Neri Pozza 2014.

La realtà non è come ci appare

1 aprile 2014

anassimandroMileto è stata una città greca ricca e fiorente, forse la principale città del mondo greco prima del secolo d’oro di Atene e Sparta. E’ stata ed è un grande centro commerciale molto attivo e domina una rete di quasi un centinaio di colonie e scali commerciali che si estendono dal Mar Nero all’Egitto.
A Mileto arrivano carovane dalla Mesopotamia e navi provenienti da mezzo Mediterraneo, e soprattutto circolavano le idee.
Durante il secolo precedente a Mileto si compì una rivoluzione di pensiero fondamentale per l’umanità. Un gruppo di pensatori rifondò il modo di porre domande sul mondo e di cercare risposte. Il più grande fra loro fu Anassimandro…
Diversi dei problemi posti al tempo di Anassimandro sono tuttora centrali per la comprensione del mondo e alcune delle idee più recenti sulla struttura dello spazio fanno riferimento a concetti e questioni introdotte allora.
Carlo Rovelli parte da lontano per arrivare alla gravità quantistica. Per lui è più facile far capire certe idee partendo dalle radici che le hanno fatte nascere. Ripercorrere brevemente la nascita delle idee aiuta a comprenderle meglio e i passi che verranno dopo diventeranno così semplici e naturali.

Carlo Rovelli, La realtà non è come ci appare, Raffaello Cortina editore, Collana Scienza e Idee, 2014.