La vita segreta dei semi

Quello che Mendel scoprì nel suo giardino fu che, quando fecondava i fiori di una pianta nata da un pisello rugoso con polline prelevato da una pianta cresciuta da un seme liscio, otteneva esclusivamente piselli lisci. Invertendo il procedimento, cioè impollinando una pianta nata da un seme liscio con polline prelevato da una pianta originata da uno rugoso, il risultato non cambiava: tutti piselli lisci. Il carattere rugoso era scomparso e quei piselli erano uguali, proprio come i due fratellini nel baccello del vecchio detto. Tuttavia, le cose cambiavano del tutto quando i semi prodotti dal primo incrocio venivano cresciuti e poi fecondati con il loro stesso polline. I semi che se ne ottenevano erano una mescolanza di lisci e rugosi in un rapporto molto preciso: uno rugoso ogni tre lisci. La straordinarietà di questo risultato era che un carattere (la forma rugosa) sparito dalla progenie del primo incrocio era poi ricomparso in quella dell’incrocio successivo. Sembrava proprio uno di quei giochi di prestigio dove un oggetto scompare nel nulla per poi ricomparire tra gli svolazzi di un fazzoletto di seta. Ma dov’erano finiti i piselli rugosi? Il segreto dell’illusionista sta nella destrezza della mano, e Mendel concluse che anche la natura doveva ricorrere a un trucco del genere, facendo scomparire il tratto rugoso. Ipotizzò che dovesse esistere un qualche fattore ereditario che governava la forma del seme: poteva essere trasmesso restando nascosto, per poi riaffiorare in una generazione successiva. Trovando prove scientifiche di questo fattore ereditario, Mendel aveva di fatto scoperto il gene, sebbene il termine sarebbe stato coniato soltanto quarant’anni dopo.

semiI semi, dentro di sé, hanno straordinarie capacità e possono trasformarsi in piante in grado di dare i frutti più disparati. Hanno un grande potere metaforico e due vite: “quella vera, in natura, e quella riflessa nello specchio della letteratura e dell’immaginario”.
La storia di semi può essere definita una sorta di racconto sull’evoluzione. Un racconto interessantissimo e avvincente pieno zeppo di domande.
Sui semi la scienza ha svelato tanto, ma ci sono ancora, com’è ovvio, tanti misteri da capire e risolvere. Silvertown ce lo spiega in modo magistrale in questo suo libro.
“Buon seme dà buoni frutti” dice un famoso proverbio. “Saper vedere le cose racchiuse nel seme, ecco dove sta il genio”, scrisse un giorno Lao-tsu e “Albero: l’esplosione lentissima di un seme” ha scritto Bruno Munari nel 1992.

Jonathan Silvertown, La vita segreta dei semi, traduzione di Daria Restani, Bollati Boringhieri 2014.

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