Il mondo secondo Bertie

ILSBAlexander McCall Smith riesce sempre ad affascinare con storie garbate e intelligenti. Lo fa anche stavolta raccontando del noto condominio edimburghese al numero 44 di Scotland Street dove apparentemente non succede niente (o almeno niente di clamoroso), ma qualcosa di acuto e pungente però si muove con un dinamismo tutto suo. E si intrecciano, con la stessa frequenza, problemi e piaceri della vita di ogni giorno, quasi a ricordarci che certi nostri piccoli mondi possono  davvero valere quanto il mondo intero.
Non c’è una trama vera e propria, ma tanti brevi episodi che riguardano i singoli protagonisti e le loro relazioni.
Tutto ruota attorno al piccolo Bertie, che ha sei anni ed è sveglio e brillante, ma si sente imprigionato in quello che sua madre Irene qualifica come il “progetto Bertie”, un percorso snervante fatto di scuola steineriana, psicoterapia, yoga, lezioni di italiano e sassofono.
Anche qui non c’è bisogno di aver letto uno dei libri precedenti per riprendere il filo delle diverse piccole storie che mescolano sapientemente (attraverso una scrittura semplice e lieve) buon senso a bon ton, folklore a cortesia british, empirismo filosofico a concretezza popolare.

Alexander McCall Smith, Il mondo secondo Bertie, traduzione di Elisa Banfi, Narratori della Fenice, Guanda 2015.

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