La storia del mondo in 100 oggetti

lsdmi1oNeil MacGregor ha scelto con attenzione e cura cento oggetti fra le straordinarie collezioni del British museum per provare a illustrare la storia dell’umanità: dal Chopper di Olduvai, utensile rinvenuto nella gola di Olduvai in Tanzania risalente a due milioni di anni fa (uno degli oggetti più antichi prodotti coscientemente dall’uomo), a un’innovativa lampada a energia solare prodotta nel 2010 in Cina.

Il racconto conduce attraverso tutte le svolte della Storia e trasporta in ogni angolo possibile del nostro pianeta.

Ci sono alcuni degli oggetti più rappresentativi della collezione, come la Stele di Rosetta, la Tavoletta del Diluvio, il Papiro matematico Rhind, la Cappa di Mold, il Buddha seduto del Gandhara, l’Elmo di piume hawaiano, la Sfinge di Taharqa e tanti altri più o meno conosciuti. Una storia che appartiene a ognuno di noi, ma che prima d’ora probabilmente non era mai stata scritta. “Se si vuole raccontare la storia del Mondo intero, una storia che non privilegi indebitamente una sola parte dell’umanità – scrive MacGregor – non ci si può servire soltanto dei testi perché una larga fetta della popolazione mondiale, per lungo tempo, non ne ha prodotti”. E la scelta dei cento oggetti nasconde anche un’altra verità: “Come sappiamo la Storia la scrivono i vincitori, specie quando sono gli unici in grado di farlo. I vinti, le società conquistate o distrutte, spesso hanno a disposizione solo gli oggetti per fornire la propria versione”.

Neil MacGregor, La storia del mondo in 100 oggetti, traduzione di Marco Sartori, gli Adelphi, Adelphi 2015.

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