Sulle donne

rw2Oggi feci un’inezia di passeggiatina, amabile, breve e di modesta durata, entrai in una rivendita di generi alimentari, dove scorsi una fanciulla, amabile altresì ed ella pure in un certo qual senso di statura modesta, in posa visibilmente schiva. Durante la passeggiata riflettei un poco sulle parole con cui avrei potuto principiare l’opera alla quale do ora inizio e la cui stesura mi terrà occupato presumibilmente una ventina di giorni. In questo lasso di tempo sarò dunque piuttosto solerte, non senza concedermi di quando in quando una pausa, intendendo con ciò dire che questa «effemeride» non mi sovraffaticherà in alcun modo. Va da sé che, in luogo di «effemeride», avrei potuto dire benissimo «diario».

rwsdRobert Walser aveva un’unica grande passione: camminare.
Non ebbe mai storie sentimentali, non riusciva a farsi coinvolgere dall’amore. Aveva però meraviglia delle donne ed era convinto che l’incanto dell’amore dipendesse dalle qualità dell’anima (per mezzo delle quali è giustificabile e completo) perché popola di iridescenze il mondo circostante, lo addobba e lo ricama. Un incanto tutto speciale che rifiorisce e si dispiega all’interno di una realtà fiabesca, trasfigurata. Un po’ come nel Cantico dei Cantici: la leggiadria e la tenerezza di sguardo della gazzella simboleggiano la freschezza e la dolcezza. Una dolcezz che trasforma in stupende anche le cose più brutte.
La sua scrittura non è per tutti forse per le tante divagazioni, gli accostamenti difficili, le espressioni inconsuete, strane. Ora costante e varia di luci, ora spenta e incerta, ora lieve e filante… È tutto un insieme di visioni, ricordi, sogni, paesaggi. Un modo di esprimersi che si riesce a capire solo se stabiliamo una certa sintonia col “cuore” di chi scrive.
Walter Benjamin dice che “ogni frase di Walser si propone di far dimenticare quella precedente” e questo, se ci pensiamo, è lo spirito profondo di chi cammina e non lascia tracce che il vento non possa cancellare.

Giusto per parlare d’altro: io scrissi — in seno a una famiglia, nella soffittina messami a disposizione da coloro presso i quali ero venuto ad abitare — una sorta di romanzo, a proposito del quale avrò da dirne di ogni specie. Cosa che — per rincuorare in anticipo i lettori — farò in modo assai stringato.

Robert Walser
, Sulle donne, traduzione di Margherita Belardetti, Piccola Biblioteca Adelphi, Adelphi 2016.

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