Notturno cileno

Ora muoio, ma ho ancora molte cose da dire. Ero in pace con me stesso. Muto e in pace. Ma all’improvviso le cose sono emerse. La colpa è di quel giovane invecchiato. Io ero in pace. Ora non sono più in pace. Bisogna chiarire certi punti. Quindi mi appoggerò su un gomito e solleverò la … Continua a leggere “Notturno cileno”

Un’unica grande ossessione: la letteratura

MATEO AGUIRRE BENGOECHEA Buenos Aires, 1880 – Comodoro Rivadavia, 1940 Proprietario di un’enorme estancia nella provincia del Chubut, che amministrò personalmente e alla quale pochi amici ebbero accesso, la sua vita fu un enigma oscillante tra il bucolico-contemplativo e la personificazione del titano. Collezionista di pistole e di coltelli, amava la pittura fiorentina e detestava, … Continua a leggere “Un’unica grande ossessione: la letteratura”

Stella distante

Al tempo in cui Salvador Allende era presidente del Cile (nei giorni precedenti il 1973), Carlos Wieder era timido e introverso. Non era ancora lo spietato torturatore del regime e si faceva chiamare Alberto Ruiz-Tagle. Ogni tanto frequentava il laboratorio di poesia di Juan Stein, a Concepción, e parlava (poco) di poesia e di politica, … Continua a leggere “Stella distante”

L’ultima conversazione

Roberto Bolaño ha un paio di occhiali dalla montatura enorme e una sigaretta perennemente tra le dita. Vive in Spagna ed è molto malato. Spera che un trapianto di fegato lo salvi e lo faccia vivere ancora con quell’intensità tanto che chi ha potuto far parte della sua cerchia più intima ha tanto amato . … Continua a leggere “L’ultima conversazione”

I dispiaceri del vero poliziotto

Amalfitano aveva ben presente quello che Padilla gli raccontava con tanto trasporto, del fatto che in un futuro non troppo lontano gli sarebbe piaciuto fare il regista di un film. Il film si sarebbe intitolato Leopardi e secondo Padilla sarebbe stato il classico polpettone in stile hollywoodiano sulla vita del poeta di Recanati. Il film … Continua a leggere “I dispiaceri del vero poliziotto”

Giocando coi generi

2.666, capolavoro postumo dello scrittore cileno Roberto Bolaño, si presenta come una compilation di pezzi di varia lunghezza. E’ però un’opera “sinfonica” in cui Bolaño non racconta una storia coerente, ma è più interessato alla ricerca e allo sviluppo di temi. Un’opera “immensa” di stupefacente ambizione espressamente composta di cinque libri distinti tra loro che … Continua a leggere “Giocando coi generi”