Un torrente di montagna in una notte immòta

Sento importante la consuetudine di mettermi a riascoltare vecchie trasmissioni radiofoniche dedicate alla letteratura. Ho in archivio migliaia di podcast — alcuni dei quali anche piuttosto datati — che ogni tanto riprendo per mano risentendo con emozione certe parole che scavano in profondità.
C’è una trasmissione di Radio Tre del 2002 che puntualmente riascolto ed è Damasco, un programma in cui diverse personalità del mondo della cultura parlavano dei libri significativi per la loro formazione. Tra tutte queste mi soffermo allora su Giuseppe Pontiggia e sulle puntate che lo straordinario Peppo ha dedicato agli amatissimi Hemingway, Kafka, Svevo, Cechov e Joyce.
È in questi momenti che riesco a concentrarmi su una voce che ascolto come si ascolta un torrente di montagna in una notte immòta.
Allora ascolto e imparo. Sposto lo sguardo e osservo dettagli prima mai notati.

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Un Eden di cose pericolose

Florida di Lauren Groff — tra i più importanti autori di narrativa contemporanea americani — è una raccolta di racconti scritti con una prosa proteiforme, seducente, ipnotica. Una superficie strana e viva su cui la Florida incombe con i suoi scenari di bellezza lussureggiante, ma anche con le sue pericolose minacce.
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Torre d’angolo

Montaigne trascorse la maggior parte del tempo della sua vita nella torre d’angolo del suo castello.
«A casa mia mi ritiro sempre più spesso nella mia biblioteca, da dove comodamente governo la mia casa. È di forma rotonda con un solo lato dritto, che mi serve per la mia tavola e la mia sedia, e curvandosi viene ad offrirmi, in un colpo d‟occhio, tutti i miei libri, schierati su cinque file tutt’attorno. Ha tre finestre di ampia e libera prospettiva, e sei passi di diametro. D’inverno ci sto meno di continuo; di fatto la mia casa è appollaiata su un‟altura, e non c’è stanza più esposta al vento di questa». Continua a leggere “Torre d’angolo”

Londra. Una biografia

Londra. Una biografia di Peter Ackroyd non è un libro facile, tutt’altro.
È la storia sociale, culturale, politica ed economica di una delle più antiche e potenti città capitali nel mondo di oggi. Forse proprio per questo le sue ottocento (e passa) pagine non sembrano più così tante…
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Certe verità nascoste

Nella letteratura, all’inizio del Novecento, era solo la flânerie a far emergere le verità nascoste… Allora tempo della vita non c’era più e si poteva cercare la verità nei luoghi in cui era imprevedibile, inattesa, impensata.
Era qui, in queste strane stanze, che l’ozio aveva un valore vitale e i narratori erano in grado di ampliare i loro romanzi con spazi nuovi e descrizioni che sarebbero diventate il cuore di molte eccellenti narrazioni.
Oggi la fretta opprimente sembra produrre romanzi veloci che celebrano solo ritmo e azione. Gialli, thriller, noir… Testi senza tanti giri di parole e senza perdite di tempo, come pretendono questi nostri tempi.
Ma che sia davvero così?

Questo strano ritorno

Si può ritornare a un’emozione o a un episodio reale o immaginato. E la letteratura e la poesia vertono proprio a questo strano impareggiabile ritorno. Perché prendono origine da emozioni ricordate in un momento di tranquillità… la tranquillità a poco a poco se ne va e certe emozioni, che sono state oggetto di contemplazione, vengono allora ricreate (e sono libere di rinascere) nella mente.

Guardare finalmente in profondità

Intendere l’otium alla latina può essere un’opportunità per sottrarsi agli affari quotidiani e affrontare, allo stesso modo dei grandi filosofi della romanità, altri punti di vista e temi di radicale importanza come i “sacri” principi della politica e della verità.
Solo così potremo (forse) guardare finalmente in profondità i valori che fanno di noi ciò che, alla fin fine, siamo?