Costantinopoli, di Edmondo De Amicis

istanbul0001È impossibile intender bene la descrizione dell’entrata in Costantinopoli, se non si ha chiara nella mente la configurazione della città. Supponga il lettore d’aver davanti a sé l’imboccatura del Bosforo, il braccio di mare che separa l’Asia dall’Europa e congiunge il mar di Marmara col mar Nero. Stando così s’ha la riva asiatica a destra e la riva europea a sinistra; di qui l’antica Tracia, di là l’antica Anatolia. Andando innanzi, infilando cioè il braccio di mare, si trova a sinistra, appena oltrepassata l’imboccatura, un golfo, una rada strettissima, la quale forma con il Bosforo un angolo quasi retto, e si sprofonda per parecchie miglia nella terra europea, incurvandosi a modo di un corno di bue; donde il nome di Corno d’Oro, ossia corno dell’abbondanza, perché v’affluivano, quand’era porto di Bisanzio, le ricchezze di tre continenti. Nell’angolo di terra europea, che da una parte è bagnato dal mar di Marmara e dall’altra dal Corno d’Oro, dov’era l’antica Bisanzio, s’innalza, sopra sette colline, Stambul, la città turca. Nell’altro angolo, bagnato dal Corno d’Oro e dal Bosforo, s’innalzano Galata e Pera, le città franche. In faccia all’apertura del Corno d’Oro, sopra le colline della riva asiatica, sorge la città di Scutari. Quella, dunque, che si chiama Costantinopoli, è formata da tre grandi città divise dal mare, ma poste l’una in faccia all’altra, e la terza in faccia alle due prime, e tanto vicine tra loro, che da ciascuna delle tre rive si vedono distintamente gli edifizii delle altre due, presso a poco come da una parte all’altra della Senna e del Tamigi nei punti dove sono più larghi a Parigi e a Londra”.

Da Costantinopoli di Edmondo De Amicis. Una “visione” ancora attuale di Costantinopoli, Bisanzio, Istanbul… una città complessa, multiforme, discorde.

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I sotterranei di Londra

underlondonAltri mondi e storie segrete si nascondono sotto le strade di Londra…
Che ci sia l’ottava meraviglia del Mondo? Oppure il nono cerchio dell’Inferno?
Di certo ne I sotterranei di Londra si trovano anfiteatri romani, fogne vittoriane, gallerie, tubi, volte, linee del gas, cavi, bunker, ma anche mostri sotterranei, fantasmi e una città intera che per molti versi è l’immagine speculare di quella che sta sopra.
Verso il basso, attraverso vari strati geologici, incontriamo creature sia reali che immaginarie in grado di spiegarci un po’ di più questa tentacolare e antica città.
Tra le tante colpisce la storia di Joseph Bazalgette, l’ingegnere comunale che dopo “la grande puzza” del 1858 mise a punto un sistema fognario che, in gran parte, è ancora in uso oggi. Ackroyd mette Bazalgette nel pantheon dei costruttori di Londra con Sir Christopher Wren e John Nash perché le sue sono cattedrali che crescono sottoterra.
Di alto livello la brillantezza stilistica e l’erudizione di Ackroyd. Una garanzia la traduzione di Massimo Ortelio.

Peter Ackroyd, I sotterranei di Londra, traduzione di Massimo Ortelio, Collana Il Cammello Battriano, Neri Pozza 2014.