Archive for the ‘Città’ Category

Costantinopoli, di Edmondo De Amicis

30 giugno 2016

istanbul0001È impossibile intender bene la descrizione dell’entrata in Costantinopoli, se non si ha chiara nella mente la configurazione della città. Supponga il lettore d’aver davanti a sé l’imboccatura del Bosforo, il braccio di mare che separa l’Asia dall’Europa e congiunge il mar di Marmara col mar Nero. Stando così s’ha la riva asiatica a destra e la riva europea a sinistra; di qui l’antica Tracia, di là l’antica Anatolia. Andando innanzi, infilando cioè il braccio di mare, si trova a sinistra, appena oltrepassata l’imboccatura, un golfo, una rada strettissima, la quale forma con il Bosforo un angolo quasi retto, e si sprofonda per parecchie miglia nella terra europea, incurvandosi a modo di un corno di bue; donde il nome di Corno d’Oro, ossia corno dell’abbondanza, perché v’affluivano, quand’era porto di Bisanzio, le ricchezze di tre continenti. Nell’angolo di terra europea, che da una parte è bagnato dal mar di Marmara e dall’altra dal Corno d’Oro, dov’era l’antica Bisanzio, s’innalza, sopra sette colline, Stambul, la città turca. Nell’altro angolo, bagnato dal Corno d’Oro e dal Bosforo, s’innalzano Galata e Pera, le città franche. In faccia all’apertura del Corno d’Oro, sopra le colline della riva asiatica, sorge la città di Scutari. Quella, dunque, che si chiama Costantinopoli, è formata da tre grandi città divise dal mare, ma poste l’una in faccia all’altra, e la terza in faccia alle due prime, e tanto vicine tra loro, che da ciascuna delle tre rive si vedono distintamente gli edifizii delle altre due, presso a poco come da una parte all’altra della Senna e del Tamigi nei punti dove sono più larghi a Parigi e a Londra”.

Da Costantinopoli di Edmondo De Amicis. Una “visione” ancora attuale di Costantinopoli, Bisanzio, Istanbul… una città complessa, multiforme, discorde.

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I sotterranei di Londra

3 aprile 2014

underlondonAltri mondi e storie segrete si nascondono sotto le strade di Londra…
Che ci sia l’ottava meraviglia del Mondo? Oppure il nono cerchio dell’Inferno?
Di certo ne I sotterranei di Londra si trovano anfiteatri romani, fogne vittoriane, gallerie, tubi, volte, linee del gas, cavi, bunker, ma anche mostri sotterranei, fantasmi e una città intera che per molti versi è l’immagine speculare di quella che sta sopra.
Verso il basso, attraverso vari strati geologici, incontriamo creature sia reali che immaginarie in grado di spiegarci un po’ di più questa tentacolare e antica città.
Tra le tante colpisce la storia di Joseph Bazalgette, l’ingegnere comunale che dopo “la grande puzza” del 1858 mise a punto un sistema fognario che, in gran parte, è ancora in uso oggi. Ackroyd mette Bazalgette nel pantheon dei costruttori di Londra con Sir Christopher Wren e John Nash perché le sue sono cattedrali che crescono sottoterra.
Di alto livello la brillantezza stilistica e l’erudizione di Ackroyd. Una garanzia la traduzione di Massimo Ortelio.

Peter Ackroyd, I sotterranei di Londra, traduzione di Massimo Ortelio, Collana Il Cammello Battriano, Neri Pozza 2014.