Parliamo di filosofia, di filosofi

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Cammino con Sandro lungo il sentiero dedicato ad Albino Celi detto El Vù, leggendaria figura di recuperante a cui si è ispirato Ermanno Olmi nel film I recuperanti e Mario Rigoni Stern nel racconto Le stagioni di Giacomo.
Siamo ancora in Canal di Brenta e percorriamo la linea di postazioni approntate durante la prima guerra mondiale denominata “linea di sbarramento delle stelle e dei terrazzi”. Camminiamo e parliamo, ma non parliamo di guerre passate. Parliamo di filosofia, di filosofi. E Sandro mi racconta di come nell’antichità i filosofi venivano considerati personaggi bizzarri, fuori dagli schemi, un po’ come El Vù ai suoi tempi.
Erano gente a parte, questo è poco ma sicuro. Gente strana che disprezzava il denaro. Gente ἄτοπος, inclassificabile, come lo era Socrate, come è stato più volte definito (anche dai suoi “colleghi”).
E ciò che li rendeva ἄτοπος era proprio il fatto di essere “filo-sofi” nel senso etimologico della parola, cioè amavano la σοφία, la sapienza. Poiché la sapienza, come dice Diotima nel Convito di Platone, non è uno stato umano, è uno stato di perfezione nell’essere e nella conoscenza che può essere solo divino. Ed è l’amore per questa sapienza, estranea al mondo, che rende il filosofo estraneo al mondo.

Manuale di pulizie di un monaco buddhista

Sin dai tempi antichi i giapponesi hanno considerato le pulizie qualcosa di più che una semplice e rozza mansione. In Giappone, nelle scuole elementari e medie, sono gli scolari a occuparsi della pulizia dei locali, cosa che, all’estero, non accade assolutamente.
Ciò si verifica perché, nel nostro paese, fare le pulizie è un concetto che non si riferisce semplicemente a togliere lo sporco dalle superfici, ma è in stretta relazione con lo spazzar via le nubi che oscurano la nostra anima.

mdpdumbE che cos’è l’immondizia? “L’immondizia è costituita da tutte quelle cose ormai vecchie e inutili, che non ci servono più, che, insomma, non sono più necessarie ai nostri scopi.
Tuttavia, le cose non nascono all’origine come immondizia. Lo diventano perché ci sono persone che le trasformano in immondizia e altre che le vedono come tale.
Secondo la filosofia buddhista tutte le cose non hanno un corpo, ovvero, di per sé non hanno sostanza. Ma allora vien da chiedersi come mai esistano se, di fatto, non hanno sostanza. Le cose esistono perché sono in relazione reciproca tra loro. Lo stesso vale per gli esseri umani. Ma gli esseri umani pensano di esistere di per sé, e non in relazione ad altro. Per questa ragione decidono cosa sia utile e cosa non lo sia più e la trasformano in immondizia.”

Keisuke Matsumoto, Manuale di pulizie di un monaco buddhista. Spazziamo via la polvere e le nubi dell’anima, traduzione dal giapponese di Ramona Ponzini, Vallardi 2012.

Istruzioni per rendersi felici

A vivere felici, mio lettore, tutti, proprio tutti aspirano ma, come direbbe il saggio Lucio Anneo Seneca, quando c’è da distinguere con esattezza quale è la cosa, l’ingrediente, il segreto che rende felice la vita, d’improvviso tutti  hanno la vista annebbiata». «E a tal punto non è facile riuscire ad avere una vita felice, che tanto più uno si allontana da essa quanto più si affanna a raggiungerla, se ha sbagliato strada.»

Armando Massarenti, Istruzioni per rendersi feliciPer i filosofi antichi la filosofia era soprattutto una scelta di vita, un modus vivendi. Al filosofo non importava vivere in modo astratto una teoria filosofica rispetto a un’altra, ma era fondamentale seguire un metodo rigoroso per vivere bene e quindi per essere felice.
La filosofia è semplice e sconcertante perché spunta quando meno te l’aspetti e cambia l’aspetto esteriore delle cose.
Saggio è chi sa spogliarsi intelligentemente di tutto ciò che non è necessario.
«Sfronda ed esamina te stesso. Togli ciò che è superfluo […] Non smettere di scolpire la tua propria statua», diceva Plotino.
Una vita buona e felice la si può costruire con un percorso fatto di prove ed errori, di molto esercizio e di pratica di sé, sviluppando ognuno forze proprie e abilità spiccate. Coltivando ciascuno le proprie virtù.
Tutto fluisce e passa nelle nostre vite, o per dirla con Otto Neurath, filosofo della scienza del XX secolo, «siamo come marinai che riparano la barca mentre stanno in mare».

Armando Massarenti, Istruzioni per rendersi felici, Guanda 2014.