Archive for the ‘Scienza’ Category

La vita segreta dei semi

22 luglio 2014

Quello che Mendel scoprì nel suo giardino fu che, quando fecondava i fiori di una pianta nata da un pisello rugoso con polline prelevato da una pianta cresciuta da un seme liscio, otteneva esclusivamente piselli lisci. Invertendo il procedimento, cioè impollinando una pianta nata da un seme liscio con polline prelevato da una pianta originata da uno rugoso, il risultato non cambiava: tutti piselli lisci. Il carattere rugoso era scomparso e quei piselli erano uguali, proprio come i due fratellini nel baccello del vecchio detto. Tuttavia, le cose cambiavano del tutto quando i semi prodotti dal primo incrocio venivano cresciuti e poi fecondati con il loro stesso polline. I semi che se ne ottenevano erano una mescolanza di lisci e rugosi in un rapporto molto preciso: uno rugoso ogni tre lisci. La straordinarietà di questo risultato era che un carattere (la forma rugosa) sparito dalla progenie del primo incrocio era poi ricomparso in quella dell’incrocio successivo. Sembrava proprio uno di quei giochi di prestigio dove un oggetto scompare nel nulla per poi ricomparire tra gli svolazzi di un fazzoletto di seta. Ma dov’erano finiti i piselli rugosi? Il segreto dell’illusionista sta nella destrezza della mano, e Mendel concluse che anche la natura doveva ricorrere a un trucco del genere, facendo scomparire il tratto rugoso. Ipotizzò che dovesse esistere un qualche fattore ereditario che governava la forma del seme: poteva essere trasmesso restando nascosto, per poi riaffiorare in una generazione successiva. Trovando prove scientifiche di questo fattore ereditario, Mendel aveva di fatto scoperto il gene, sebbene il termine sarebbe stato coniato soltanto quarant’anni dopo.

semiI semi, dentro di sé, hanno straordinarie capacità e possono trasformarsi in piante in grado di dare i frutti più disparati. Hanno un grande potere metaforico e due vite: “quella vera, in natura, e quella riflessa nello specchio della letteratura e dell’immaginario”.
La storia di semi può essere definita una sorta di racconto sull’evoluzione. Un racconto interessantissimo e avvincente pieno zeppo di domande.
Sui semi la scienza ha svelato tanto, ma ci sono ancora, com’è ovvio, tanti misteri da capire e risolvere. Silvertown ce lo spiega in modo magistrale in questo suo libro.
“Buon seme dà buoni frutti” dice un famoso proverbio. “Saper vedere le cose racchiuse nel seme, ecco dove sta il genio”, scrisse un giorno Lao-tsu e “Albero: l’esplosione lentissima di un seme” ha scritto Bruno Munari nel 1992.

Jonathan Silvertown, La vita segreta dei semi, traduzione di Daria Restani, Bollati Boringhieri 2014.

Il cucchiaino scomparso

14 luglio 2014

Come molte altre caratteristiche delle società moderne (tra cui ad esempio la democrazia, la filosofia e il teatro), anche la guerra chimica ha le sue origini nell’antica Grecia. Durante l’assedio di Atene, nel V secolo a.C., gli Spartani si ingegnarono a far capitolare gli ostinati rivali con la tecnologia chimica più avanzata dell’epoca: il fumo. Alcuni soldati avanzarono di soppiatto fin sotto le mura portando fascine di legna immerse nella pece e in un fetido composto solforoso; appiccarono il fuoco e poi attesero che gli Ateniesi fuggissero in preda a una tosse tormentosa, lasciando loro campo libero. Una tattica apparentemente brillante e innocua quanto quella del cavallo di Troia, ma non funzionò. Il fumo avvolse sì Atene, ma la città non si piegò di fronte a quella bomba puzzolente e alla fine vinse la guerra.

samSe gli alieni atterreranno un giorno sulla Terra, scrive Sam Kean, una delle poche cose che potrebbero effettivamente comprendere è la tavola periodica degli elementi…
Questa breve osservazione può far capire la sagacia di questo libro eccentrico e riflessivo che fa innanzitutto pensare.
La tavola periodica degli elementi, infatti, è uno dei capolavori della scienza e una sorta di catalogo dei vari tipi di materia di cui è fatto l’universo.
Per ogni suo elemento c’è una piccola grande storia da raccontare. Il campo è vasto, universale.
Sam Kean non manca mai di essere interessante e affascinante. Il suo entusiasmo per l’argomento è davvero contagioso e il risultato è un libro che è un vero piacere da leggere (dall’inizio alla fine).
Kean, giornalista e divulgatore scientifico, fa un lavoro magistrale spiegando fatti e storie in un modo facile da capire e divertente da leggere (soprattutto per persone come me che amano imparare…).
I vari elementi della tavola non sembrano il soggetto più interessante per un libro, ma Kean ci sa davvero fare in fatto di intrattenimento e ha aneddoti divertenti e concetti intriganti anche sul più (apparentemente) noioso degli elementi. La sua scrittura è perfetta per questo genere e riesce ad essere semplice e complessa al punto giusto.
Spero davvero che Kean stia lavorando al suo secondo libro perché non vedo l’ora di leggerlo.

Sam Kean, Il cucchiaino scomparso, traduzione di Luigi Civalleri, Adelphi, 2014.

La realtà non è come ci appare

1 aprile 2014

anassimandroMileto è stata una città greca ricca e fiorente, forse la principale città del mondo greco prima del secolo d’oro di Atene e Sparta. E’ stata ed è un grande centro commerciale molto attivo e domina una rete di quasi un centinaio di colonie e scali commerciali che si estendono dal Mar Nero all’Egitto.
A Mileto arrivano carovane dalla Mesopotamia e navi provenienti da mezzo Mediterraneo, e soprattutto circolavano le idee.
Durante il secolo precedente a Mileto si compì una rivoluzione di pensiero fondamentale per l’umanità. Un gruppo di pensatori rifondò il modo di porre domande sul mondo e di cercare risposte. Il più grande fra loro fu Anassimandro…
Diversi dei problemi posti al tempo di Anassimandro sono tuttora centrali per la comprensione del mondo e alcune delle idee più recenti sulla struttura dello spazio fanno riferimento a concetti e questioni introdotte allora.
Carlo Rovelli parte da lontano per arrivare alla gravità quantistica. Per lui è più facile far capire certe idee partendo dalle radici che le hanno fatte nascere. Ripercorrere brevemente la nascita delle idee aiuta a comprenderle meglio e i passi che verranno dopo diventeranno così semplici e naturali.

Carlo Rovelli, La realtà non è come ci appare, Raffaello Cortina editore, Collana Scienza e Idee, 2014.

Organi vitali

19 febbraio 2014

OVIl corpo umano è stato considerato per lungo tempo una sorta di entità chiusa il cui interno doveva restare inaccessibile perché era lì, forse solo lì, che risiedeva l’arcano, l’impenetrabile, il mistero della vita.
Sono troppi i luoghi comuni che vogliono il corpo come una “macchina meravigliosa” o un marchingegno meccanico.
La medicina del ventunesimo secolo si occupa dei corpi con una coscienza meticolosa, ma con poca attenzione alla dimensione personale, al paziente come soggetto. Il malato, così, non è quasi mai parte attiva della sua guarigione, non è consapevole del didentro del proprio corpo.
González-Crussí, con questo libro, vuole far conoscere al pubblico (in un modo non tecnico) la storia, i simbolismi e le tante idee serie o fantastiche sui nostri organi interni. Per questo ci mostra “i prodigi d’inventiva con i quali la comune immaginazione ha ricamato intorno all’interiorità corporea, in tutti i secoli e attraverso ogni cultura”, ponendo in evidenza il significato della dimensione simbolica della vita, ovvero tutto quello che l’attuale tecnologia medica in gran parte trascura.
Perché il corpo non è una macchina e “a differenza di quella, possiede una capacità immaginifica che costantemente lo soffonde al pari di un inestinguibile alone, cosicché il lato fantastico rispunta ostinatamente fuori a dispetto di ogni sforzo per sopprimerlo: ognuno si costruisce la personale rappresentazione del proprio interno”. La vita umana ha infatti a che vedere sia con la fisiologia organica che con le relazioni, le rappresentazioni, i simboli, i sogni, le invenzioni…

Frank González-Crussí, Organi vitali, traduzione di Gabriele Castellari, Adelphi edizioni, 2014.

La casa della saggezza

1 ottobre 2013

Astrologi di corte, medici, ingegneri, architetti e matematici avevano avuto un ruolo importante in molte società già migliaia di anni prima degli Abbasidi, rispondendo alle necessità pratiche di governo: fare oroscopi, curare gli ammalati, progettare templi, palazzi, ponti e canali, sviluppare armi sempre più sofisticate o mettere a punto nuove tecniche per calcolare più facilmente le tasse o suddividere una proprietà. Con l’arrivo dell’Islam, tuttavia, emersero nuove responsabilità. Agli astronomi e ai matematici, ad esempio, veniva richiesto di studiare le fasi lunari e di determinare l’ora delle preghiere e la direzione della Mecca, tutte operazioni che richiedevano competenze scientifiche sempre più sofisticate e avanzate.

casa saggezzaPer oltre settecento anni la lingua internazionale della scienza era l’arabo. A partire dall’VIII secolo, una serie di califfi illuminati cominciano a commissionare traduzioni di testi importanti dal persiano e dal greco in arabo, ponendo le basi per un periodo senza precedenti di attività intellettuale in Medio Oriente. Una grande quantità di questi testi furono tradotti in latino o letti in Europa tra il dodicesimo e il diciassettesimo secolo… Certe figure di studiosi come il fisico iracheno Ibn al-Haytham (che praticava il moderno metodo scientifico più di mezzo secolo prima di Bacone), al-Khwarizmi (il più grande matematico del mondo medievale) e Abu Rayhan al-Biruni sono davvero straordinarie da scoprire e conoscere.

Il libro di Jim Al-Khalili è una lettura ricca di affascinanti ritratti come quello del berbero erudito Ibn Firnas, che a sessantacinque anni costruì un rudimentale deltaplano per poi lanciarsi dal lato scosceso di una montagna… In rapida successione, incontriamo Al-Khwarizmi, il filosofo Al-Kindi, il poliedrico Al-Biruni, il fisico Ibn al-Haytham e le figure più note con il loro nome latinizzato, Ibn Rushd (Averroè) e Ibn Sina (Avicenna ).

Jim Al-Khalili è un fisico teorico nato e cresciuto a Baghdad fino al regime di Saddam, ma costretto con la sua famiglia all’esilio in Gran Bretagna, dove attualmente vive e lavora.

Jim Al-Khalili, La casa della saggezza. L’epoca d’oro della scienza araba, traduzione di Andrea Migliori, Bollati Boringhieri  (collana Saggi Scienze), 2013.

Il pollo di Newton

6 marzo 2013

Massimiano Bucchi, Il pollo di NewtonLa scienza tratta spesso della vita di tutti i giorni e ci spiega per bene i meccanismi che governano le file al supermercato, i segreti fisico-matematici del gioco del calcio, ma anche i motivi per cui la maionese “monta” o “impazzisce”.
La scienza, insomma, entra addirittura in cucina e ha di bello che si mette a fianco del senso comune spesso illuminando anche i cuochi che, come dice Piero Angela, “sono, a modo loro, inventori di reazioni chimiche”.
Utilizzare la cucina e i suoi segreti per presentare e divulgare la scienza è oggi diventato uno sport molto comune. Libri di divulgazione, installazioni negli science centres, programmi alla televisione e alla radio, giochi per ragazzi invitano a scoprire questi segreti, propongono “ricette per divertirsi con la scienza”, “ricette-esperimenti per imparare la scienza e la nutrizione” e persino “laboratori epicurei in cui esplorare la scienza della preparazione dei cibi”.
La presentazione della cucina come scienza non è però qualcosa di nuovo, anzi. Fin dal XVII secolo, la preparazione del cibo e le attività domestiche cominciarono ad essere presentate come abilità tecniche sofisticate e degne di essere conosciute dal punto di vista scientifico. Già Tommaso Garzoni nel 1585 scriveva che i beccari, i macellai, “sono poco differenti dagli Anatomisti, e solamente da loro disgradano in questo, che gli Anatomisti scorticano e smembrano i cadaveri umani e qualche volta tagliano ancora i vivi, ma i beccari sbrannano e disfanno quei delle bestie e animali con molto minor pietà che nell’officina d’Anatomia non si costuma.”
Durante l’Ottocento, l’attenzione alla cucina come scienza diventa un vero e proprio fenomeno e si assisterà, tra la fine del secolo e gli inizi del ‘900, a un fiorire di pubblicazioni che promettono di portare la scienza in cucina (rivoluzionandola scientificamente) rimpiazzando “pratiche obsolete e incongruenti così come la scienza aveva fatto per l’alchimia”.

Massimiano Bucchi è docente di sociologia della scienza e comunicazione della scienza presso l’Università degli Studi di Trento e membro del comitato scientifico di Observa Science in Society, un centro di ricerca no profit che si occupa dei rapporti tra scienza e società.

Massimiano Bucchi, Il pollo di Newton. La scienza in cucina, collana Biblioteca della Fenice, Guanda, 2013.

Sculture marziane

7 maggio 2011

I marziani scoprirono il segreto della vita tra gli animali. L’animale non cerca di capire la vita. La sua stessa ragione di vivere è la vita; esso gode e gusta la vita. Vede, tutta la scultura marziana, questi simboli ripetuti all’infinito sono simboli divini, simboli di vita. L’uomo anche su Marte, era divenuto troppo uomo e non abbastanza animale. E gli uomini di Marte si accorsero che per sopravvivere avrebbero dovuto dimenticare la solita domanda: Perché vivere? La vita era risposta a se stessa. La vita era propagazione di maggior vita e di un vivere la miglior vita possibile…

Ray Bradbury, da Cronache marziane.

Dei solchi profondi fino a cinquecento metri graffiano e scolpiscono Marte nella cosiddetta Fossa del Nilo, una delle aree di maggiore interesse scientifico per la presenza di metano.
La Fossa in questione è situata vicino all’enorme bacino di Iside, nella zona nordorientale del pianeta, nella provincia vulcanica Syrtis Major.
La sua caratteristica principale sta proprio nelle profonde depressioni che, secondo gli esperti, hanno origini geologiche.
Questa formazione geologica è di notevole interesse per gli scienziati perché le osservazioni da Terra rivelano un arricchimento di metano nell’atmosfera di Marte proprio in quest’area. Qui la superficie è anche più calda e l’atmosfera un po’ più concentrata.
Il fatto che ci sia del metano in una zona a bassa elevazione di Marte è davvero molto interessante. Questo gas potrebbe infatti essere stato prodotto dall’attività vulcanica o dopo un’alterazione geologica delle rocce, ma potrebbe anche avere origini biologiche.
Per scoprire anche le origini del metano che si osserva su Marte, Nasa ed Esa hanno in programma una nuova missione verso il pianeta rosso, Exo Mars, il cui lancio è previsto nel 2016 con una sonda che entrerà nell’orbita del pianeta e un veicolo (la cui costruzione avverrà sotto il controllo italiano) che scenderà sulla superficie di Marte.
Un primo passo verso la colonizzazione spaziale?