“L’attesa” di Aldo Carnevale

attesaAldo Carnevale è innanzi tutto un poeta. Lo si capisce per la profondità dei sentimenti nei personaggi di cui ci racconta.
Lo stato d’animo dell’attesa a volte è il presagio della nostalgia per il mai avvenuto o per qualcosa che s’è pur compiuta ma ormai lontana, come dimensione spazio-temporale, oppure relegata nel rimosso.
Più spesso abbiamo atteso ciò che non arriverà mai: gloria, avventura, virtù, conoscenza, amore? Sovente la giovinezza è rimpianta non tanto come periodo felice in se stesso, perchè non lo è mai come si crede,ma perchè si aveva tanto tempo davanti, tante speranze e progetti.
Tutta la letteratura, fin dagli inizi, ha avuto a che fare con i grandi problemi dell’esistenza: da dove viene la vita, come si sviluppa e come termina. La coscienza di questi tre momenti ci dà la ricchezza e la profondità della vita umana.
“L’attesa” è una storia che narra la vita di Steven Sharp, un orfano di Toronto che diventa una superstar nel baseball prima del diciottesimo anno di età.
Il romanzo racconta la rapida ascesa del giovane atleta e l’agonia di una stellare, ma breve carriera troncata dalla violenza. 
Sconvolto dall’assassinio dei genitori adottivi, Steven abbandona Sarah, la fidanzata e il mondo per riparare in un seminario di Boston nel tentativo di dimenticare il proprio passato.
Dalla relazione con Sarah alla morte violenta dei genitori, dalla “fuga” verso il seminario agli orrori vissuti nella guerra civile della Liberia, il racconto traccia l’esistenza travagliata di Steven, prima atleta e poi uomo di chiesa (Father George).
La storia apre con un’agghiacciante “resa dei conti” durante la celebrazione della Santa Messa, che inaspettatamente lo pone a confronto degli errori commessi in gioventù. La narrazione prosegue con le sfide e tribolazioni del sacerdote durante gli anni missionari in Liberia, e le lotte interiori che affronta al suo ritorno a Boston, prima di dedicarsi a rintracciare Sarah in un cammino di riparazione.
Convivono nella narrazione storie complementari e toccanti che si intrecciano e si fondono a completare la storia centrale di Steven, tessendo un insieme di personaggi e situazioni in un racconto decisamente poliedrico.
Ricco di situazioni drammatiche, ma anche divertenti, il romanzo presenta i molteplici aspetti del carattere umano.
 La conclusione, imprevista e scioccante, giunge in un finale incandescente.

ALDO CARNEVALE

L’ATTESA

Collana Lettere n.° 122
Prezzo Euro 15,00
ISBN 978-88-7418-502-3
PROSPETTIVA EDITRICE

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Estate (incipit) Mario Rigoni Stern

Quando si era ragazzi pareva che con lo sciogliersi della neve fosse già arrivata l’estate e alla sera, dopo aver tanto giocato lungo il torrente con l’acqua del disgelo, ci si coricava stanchi e accaldati. Godendo il fresco delle lenzuola si piombava in un sonno ristoratore che durava dieci ore. Che bel dormire! Senza affanni, senza dolori, senza sogni. Se così è la morte, non è brutto morire. Ma maggio non è ancora estate, e da noi molte volte nemmeno primavera perché una nevicata può imbiancare il verde nuovo dei prati,
Anche le sere di luglio erano accaldate, non solo per il tanto giocare; qualche volta il taglio dell’erba essiccava dal mattino alla sera, il suo profumo restava nell’aria e accompagnava i nostri giochi.
In quelle sere lasciavo aperta la finestra della camera sopra il tetto del portico; entrava l’odore aspro del fieno che fermentava nei fienili e appariva la luna, grande, sul tetto della stalla, da dove sentivo venire il battere degli zoccoli dei cavalli. 1 pipistrelli entravano e uscivano dalla luce lunare. Era bello guardare il cielo, sentire il profumo dell’estate e pensare a quella bambina con la quale avevi giocato sul prato, saltando i mucchi di fieno allineati nel tramonto del sole che allungava le ombre. Erano davvero belle le sere di luglio.
… (da “Stagioni”)

Venanzio Fortunato

È una delle maggiori voci poetiche dell’antichità.
Eppure Venanzio Fortunato, poeta originario di Valdobbiadene, è probabilmente sconosciuto ai più, nonostante per secoli e secoli nelle chiese abbiano risuonato i suoi inni, tra i più celebri della cristianità, quali Crux fidelis, Vexilla regis o Ave maris stella.
Della sua terra e della sua gente dà notizia egli stesso nel IV libro della Vita di San Martino, quando indica al suo poema la strada da percorrere per raggiungere Ravenna e gli raccomanda di passare per Valdobbiadene: “Avanza attraverso Ceneda e vai a visitare i miei amici di Duplavilis: è la terra dove sono nato, la terra del mio sangue e dei miei genitori. Qui c’è l’origine della mia stirpe, ci sono mio fratello e mia sorella, tutti i miei nipoti che nel mio cuore io amo di un amore fedele. Valli a salutare, ancora ti chiedo, anche se di fretta”.

Le parole segrete, Joanne Harris

E’ il romanzo di un’avventura fantastica che si svolge in una remota valle nel nord dell’Irlanda.
E’ una storia che ci racconta del bisogno di sognare di una ragazzina quattordicenne, Maddy Smith, che diventa grande attraverso la sua esplorazione.
Leggendo ci si domanda fino a che punto possiamo lasciare che i sogni ci trasportino con loro. Ma anche: è dannoso reprimere tutte le cose pericolose per il bene comune? Dove vanno a finire gli antichi dei quando nessuno più li adora? E’ possibile cercare di ottenere un ordine assoluto e fino a che punto può essere utile anche il caos?


“Senza parole” di Zhang Jie

Senza parole” perchè, a detta dell’autrice cinese, Zhang Jie, non ci sono parole per esprimere dolori troppo profondi, esperienze forti come quelle descritte nel libro. Che sono la sofferenza e i tormenti vissuti dal popolo cinese nel secolo di storia (il Novecento) portato “su carta” (passando dal Medioevo alla Fantascienza).
La sofferenza descritta non è solo quella fisica che pure c’è stata, ma soprattutto quella psicologica che è molto più profonda.
Il dolore è troppo forte per essere raccontato. Per questo Zhang Jie dice che uno scrittore deve essere come un grande mare che deve raccogliere tante esperienze e non può fare affidamento su di un solo personaggio. Solo così la sua scrittura potrà essere rappresentativa.
“Senza parole” è un affresco di storie che ci restituisce un universo femminile decisamente diverso dagli stereotipi che noi occidentali ci siamo creati.
Zhang Jie ha impiegato dodici anni a scrivere questo libro svolgendo molta attività di ricerca. I personaggi che ha inventato sono entrati prepotentemente nella sua vita giorno e notte, così ha detto in varie interviste, tanto che ha fatto un’enorme fatica a staccarsi da loro una volta terminato di scrivere.

“Senza parole”, Zhang Jie, Salani, 2008.

Quello che c’è scritto in un libro…

Quello che c’è scritto in un libro non è paragonabile a ciò che viene scritto nei giornali o detto in televisione..
Un libro può avere un effetto di scandalo, di rivoluzione come non ha nient’altro. E’ un espressione molto più forte di qualsiasi altra espressione.
Perchè? Ma molto semplicemente perchè è un libro. E basta.