“Senza parole” di Zhang Jie

Senza parole” perchè, a detta dell’autrice cinese, Zhang Jie, non ci sono parole per esprimere dolori troppo profondi, esperienze forti come quelle descritte nel libro. Che sono la sofferenza e i tormenti vissuti dal popolo cinese nel secolo di storia (il Novecento) portato “su carta” (passando dal Medioevo alla Fantascienza).
La sofferenza descritta non è solo quella fisica che pure c’è stata, ma soprattutto quella psicologica che è molto più profonda.
Il dolore è troppo forte per essere raccontato. Per questo Zhang Jie dice che uno scrittore deve essere come un grande mare che deve raccogliere tante esperienze e non può fare affidamento su di un solo personaggio. Solo così la sua scrittura potrà essere rappresentativa.
“Senza parole” è un affresco di storie che ci restituisce un universo femminile decisamente diverso dagli stereotipi che noi occidentali ci siamo creati.
Zhang Jie ha impiegato dodici anni a scrivere questo libro svolgendo molta attività di ricerca. I personaggi che ha inventato sono entrati prepotentemente nella sua vita giorno e notte, così ha detto in varie interviste, tanto che ha fatto un’enorme fatica a staccarsi da loro una volta terminato di scrivere.

“Senza parole”, Zhang Jie, Salani, 2008.

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Quello che c’è scritto in un libro…

Quello che c’è scritto in un libro non è paragonabile a ciò che viene scritto nei giornali o detto in televisione..
Un libro può avere un effetto di scandalo, di rivoluzione come non ha nient’altro. E’ un espressione molto più forte di qualsiasi altra espressione.
Perchè? Ma molto semplicemente perchè è un libro. E basta.