Andorra

cameron andorraBasta un libro ad Alex Fox per innamorarsi di Andorra e decidere di trasferircisi nel momento in cui deciderà di rifarsi una vita. Alex vuole cambiare tutto e un posto nuovo è quello che ci vuole.
San Francisco è il passato, ormai. La sua vita ora sarà sempre la stessa, però in un altro paese.
Quando arriva a La Plata, la capitale di Andorra (un luogo più ideale che reale), si sente finalmente nel posto giusto al momento giusto, ma, come sempre succede in questi casi, non tutto è come sembra. Andorra è popolata da un numero molto ristretto di persone e quasi tutti sembrano interessati al nuovo arrivato. Forse troppo.
Qualcosa di stranamente misterioso e forse di sinistro però si annida in quello che sembra essere il paradiso in terra…
Un libro sorprendente, minimalista, elegante, che ti risucchia dentro la sua conturbante trama. Un libro da leggere e rileggere per la qualità e la bellezza della sua prosa.

Peter Cameron, Andorra, traduzione di Giuseppina Oneto, Fabula, Adelphi edizioni, 2014.

Organi vitali

OVIl corpo umano è stato considerato per lungo tempo una sorta di entità chiusa il cui interno doveva restare inaccessibile perché era lì, forse solo lì, che risiedeva l’arcano, l’impenetrabile, il mistero della vita.
Sono troppi i luoghi comuni che vogliono il corpo come una “macchina meravigliosa” o un marchingegno meccanico.
La medicina del ventunesimo secolo si occupa dei corpi con una coscienza meticolosa, ma con poca attenzione alla dimensione personale, al paziente come soggetto. Il malato, così, non è quasi mai parte attiva della sua guarigione, non è consapevole del didentro del proprio corpo.
González-Crussí, con questo libro, vuole far conoscere al pubblico (in un modo non tecnico) la storia, i simbolismi e le tante idee serie o fantastiche sui nostri organi interni. Per questo ci mostra “i prodigi d’inventiva con i quali la comune immaginazione ha ricamato intorno all’interiorità corporea, in tutti i secoli e attraverso ogni cultura”, ponendo in evidenza il significato della dimensione simbolica della vita, ovvero tutto quello che l’attuale tecnologia medica in gran parte trascura.
Perché il corpo non è una macchina e “a differenza di quella, possiede una capacità immaginifica che costantemente lo soffonde al pari di un inestinguibile alone, cosicché il lato fantastico rispunta ostinatamente fuori a dispetto di ogni sforzo per sopprimerlo: ognuno si costruisce la personale rappresentazione del proprio interno”. La vita umana ha infatti a che vedere sia con la fisiologia organica che con le relazioni, le rappresentazioni, i simboli, i sogni, le invenzioni…

Frank González-Crussí, Organi vitali, traduzione di Gabriele Castellari, Adelphi edizioni, 2014.

Il libretto della vita dopo la morte

fechnerQuesto particolare libretto appare per la prima volta nel 1836 ed è firmato da Dr. Mises presso l’editore Christian Friedrich Grimmer. Prende forma da una serie di conversazioni intrattenute fra due amici ed è un piccolo trattato (ma anche una meditazione in forma di sermone o… una sorta di appello all’umanità) sulla vita dopo la morte.
In questo libretto la bellezza è a portata di mano e, senza lo spreco di una parola, ci troviamo immediatamente nel cuore della situazione.
Gustav Theodor Fechner vuole esplorare l’ultimo nostro passaggio terreno, quello fatale, e riesce a tessere insieme diversi saperi in una visione plurima, sfaccettata.
Il pulsare del suo cuore, il suono del respiro, il battito delle palpebre… Leggendo questo libretto ci si accorge di tutte queste occorrenze minime e, per quanto ci si sforzi di ignorarle, ristagnano nella mente come frasi senza senso ripetute all’infinito.
La provenienza dei nostri pensieri, lo spirito, la libera volontà, l’autodeterminazione, la memoria che abbiamo dei defunti, il corpo spirituale, la vita attiva della coscienza, la sensibilità come veicolo intelligente dei fatti…
La morte è un cammino e non è un luogo immobile, così come la nostra vita sulla terra è un continuo evolversi. Arrivare a capirlo, secondo Fechner, è una delle più alte sfide per l’uomo.

Gustav Theodor Fechner, Il libretto della vita dopo la morte, traduzione di Emma Sola, Adelphi edizioni, 2014.