Voglio emozionare i lettori, ma senza trucchi

“Voglio che la scrittura mostri come sono complicate le cose e sorprendenti. Voglio emozionare i lettori, ma senza trucchi. Voglio che pensino sì, quella è vita. Perché è la reazione che ho io di fronte alla scrittura che ammiro di più. Una sorta di meraviglioso sbalordimento.”

[…] “non riuscivo a introdurre dei personaggi in una stanza senza descrivere tutti i mobili. Lei mi dice che Hemingway insegnava a non descrivere mai i personaggi. So tutto di quella regola. Ma tiro dritto.”

Un racconto breve di Alice Munro ha il potere di molti romanzi. E’ infinitamente sottile, con modulazioni di toni e colori che sconvolgono, sorprendono e deliziano. Niente è sprecato. Nulla è irrilevante. Ogni parola è essenziale.
Certe sue frasi, seducenti nella loro lucidità, irresistibili nella loro precisione, incantevoli nella loro semplicità, possono davvero incantare.
Alice Munro descrive la complessità delle cose dentro le cose. Possiede una naturale capacità nello scoprire la sconvolgente assurdità della vita e ha una sensibilità acuta nel capire a fondo i tradimenti, le doppiezze, le tenerezze, i compromessi nei rapporti umani.
Anche per questo è in grado di catturare il sapore di una vita in 30 pagine e ha dimostrato che il racconto è una forma d’arte e non il parente povero del romanzo.

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