L’analfabetismo funzionale

Un’indagine Ocse (marzo 2009), poi confluito in una relazione dell’Onu, stima intorno al 65% la percentuale di analfabetismo funzionale nella nostra nazione.
L’analfabetismo funzionale va assolutamente distinto dall’analfabetismo propriamente detto. L’analfabeta funzionale è infatti colui che sa leggere, scrivere e far di conto, ma non è in grado di rielaborare queste strumentalità in modo autonomo. L’analfabeta di ritorno, magari, sa anche chi sono i vari Leopardi e Manzoni e cosa hanno scritto, ma posto di fronte ad un testo, neanche troppo complesso, non è assolutamente in grado di capirlo. Molto spesso, l’analfabeta funzionale non è in grado di comprendere neanche un semplice modulo da compilare con i propri dati. E’ come un computer dotato di software sofisticatissimi, che però non può utilizzare fino a quando non riceve il “comando” opportuno. Questo tipo di analfabetismo è pericoloso proprio perché non viene capito: ognuno vive convinto di saper leggere, scrivere e far di conto ed è illuso che questo sia sufficiente per essere autonomo in una società che è invece dominata dalle trappole della nuova comunicazione.