Incipit de “Il ragazzo morto e le comete”

gpg001Questa è una sera d’inverno. Prima che il buio e il gelo arrivino nei cortili a tramontana per tutta la notte, Giorgio, Abramo e gli altri ragazzi accendono fuochi con foglie fradice, rami morti e carta raccattata nelle immondizie. Il fumo pieno di umori estivi e di erbe aromatiche cammina dentro i cunicoli delle fogne dove il canale s’insinua a trasportare erbe, gatti morti, piccoli involti dal contenuto roseo e informe, spellato dall’acqua.
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«Se mi vede Cecchi, sono fritto»

SMVCSFCarlo Emilio Gadda e Goffredo Parise diventano amici e vicini di casa a Roma nel 1961. Gadda vede il giovane Parise «un intelligente e un geniale, anche come osservatore e interprete, certo un po’ pazzo-a-freddo in direzione pittorica e talora un tantino o un tantone surreale, ma molto più vivo e vitale del surrealismo alquanto gelido e congegnato di Landolfi… è un surreale d’impeto immediato e spontaneo».
La loro amicizia non è fondata sulla letteratura o sulle reciproche letture, ma nasce spontanea e gratuita. Uno già avanti con gli anni e tormentato da una ”orrenda solitudine”; l’altro, poco più che trentenne, è già affermato, ma annoiato da questo suo stato.

Gadda confida a Parise l’affanno per le continue e vessatorie richieste di lavoro, di dichiarazioni, di saggi e di opinioni, di fastidi che non mancano mai e di certi momenti in cui perde il controllo dei suoi nervi e scrive qualche letteraccia, che poi peggiora quasi sempre le cose…
Parise lo porta in giro per Roma a bordo di una spider biposto inglese prendendolo in giro in modo affettuoso, ma con una «profonda, alta ammirazione». Gli dedicherà quattro indimenticabili scritti che, con queste straordinarie lettere, documentano una tra le più inattese e appassionate amicizie del Novecento.
Un’amicizia intellettuale tra due grandi e acuti scrittori che hanno nutrito un’illimitata passione per il narrare.

Carlo Emilio Gadda, Goffredo Parise, «Se mi vede Cecchi, sono fritto» – Corrispondenza e scritti 1962-1973, a cura di Domenico Scarpa, Piccola Biblioteca, Adelphi 2015.